LINOTYPE & LINOTIPISTI

l'arte di fondere i pensieri in piombo

 

PRESENTAZIONE
Amici della Linotype

Andar per Linotype
Posta di Linotype & Linotipisti

Recensioni

LA STORIA
Verso la composizione meccanica
Genesi della Linotype
L'inventore
La Linotype
Linotype in passerella
I meccanismi segreti

LINOTYPE WORKS
Italtype
Menta
Novatype

Linotype in England - L&M
Intertype

MATRICI
Come si fabbricava una matrice

Il percorso della matrice

Traldi & Simoncini

 

RICORDANDO LA LINOTYPE
In punta di penna

Musei della stampa con Linotype

Neram (Armidale, Australia)

 

CURIOSITà
Cent'anni di Linotype
Linotype in versi
Etaoin
Linotype in filatelia

Linotypistes
Linotype in mezzo al mare

Fuoritesto, foto mai viste

Donne in tastiera

LINOTIPISTI
Linotipisti italiani
Diario di un linotipista

Nostalgia
One last line of type

Scuola Grafica Salesiana

GIORNALI & LINOTYPE
La Stampa (Torino)

Gazzetta del Popolo (Torino)
Secolo XIX (Genova)
Tribuna de Lavras (Brasile)

La Nación (Argentina)

El Clarín (Argentina)

The Modesto Bee (California)

Herald & Weekly Times (Australia)

 

 

 

Linotype in versi

 

di Tonino Bergera e David Andrus

 

 

 

Tonino Bergera, il lino-poeta

 

«Nel luglio del 1967, terminati con successo gli studi, ho iniziato la mia attività lavorativa in qualità di linotipista dapprima presso la Tipografia Toso, poi nella Tipografia Ferrero di Romano Canavese. Nel maggio del 1968, auspice il mio ex maestro Vincenzo Coppo, sono entrato alla "Gazzetta del Popolo" per sostituzione ferie e vi sono rimasto fino all'ottobre successivo. Quindi dopo un breve periodo alle Edizioni Minerva Medica, nel giugno del 1969 sono stato assunto in pianta stabile presso l'antica e gloriosa testata torinese.

«Lì ho poi vissuto in prima persona anche tutte le traversie che l'hanno travagliata: dalla famosa autogestione di ben quattordici mesi (dall'agosto del 1974 all'ottobre '75) fino alla definitiva, incredibile chiusura del luglio 1981.

«E, con la chiusura della "Gazzetta", m'è toccato dire addio anche alla Linotype. Infatti tempo dopo, quando sono stato assunto al "Tuttosport", le tecnologie erano ormai cambiate. Così, a malincuore, ho dovuto trasformarmi in fotocompositore nonché in dimafonista.

«Anche della "Gazzetta del Popolo", dei colleghi poligrafici e giornalisti, coltivo simpatiche rimembranze. Della Linotype, poi, continuo a essere "cotto"... I primi amori, si sa, non si scordano mai!». Tonino Bergera

(21 aprile 2001)

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Fratelli in piombo

 

 Fratelli in piombo, noi linotipisti
 ricomponiamo qui la nostra storia.
 Amiamo tener desta la memoria
 d'argentei bagliori a inchiostro misti.

 Milioni di parole, allegre e tristi,
 abbiamo allineato senza boria:
 nascosti dietro pagine di gloria,
 specializzati nel non esser visti.

 Riviste, quotidiani, libri... Un mare
 di «eccentriche» nottate produttive,
 tirate a volte fino all'albeggiare.

 Canti di Linotype e rotative...
 Quel bel refrain, così particolare,
 qui con «ternario» ritmo - ascolta... - vive!

                                      

                                             di Tonino Bergera

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Canta ancora

 

La vecchia Lino: tutta impolverata,
la ruggine che scava con dispetto,
gli spazi sparpagliati in un cassetto,
matrici e misurine in ammucchiata.

Nera, nuda, con dignità immutata
- le mille molle per clangor perfetto,
il cuore eccentrico, quel caldo petto -
dorme, cavallo scosso, in pié, fatata.

Di punto in bianco anch'io mi sento vecchio,
arrugginito e solo... Quante notti
ballate su tastiera e zebedei!

Sapeva farsi amare, però, lei:
canto preciso e caldi pizzicotti...
Amore... Non tiriamo il calcio al secchio!

 

A canta ancora

 

Ëd póer la tastiera ambërlifà,
la ruso ch'ancomensa a fé quàich bol,
jë spassi spatarà drinta 'n tirol,
al mur quatr misurine magagnà.

Nèira, patan-a, pien-a 'd dignità
- soe mila mòle a preuva 'd sacabol,
sò ecèntrich cheur, j'elevator, le «mould» -
la Lino a deurm an pé, caval sbalsà.

Ëd bòt an blan im sento dcò mi vej,
rusnent e sol... I penso al frach ëd neuit
balà dzora ij sò tast... Che zebedej!

Ma a l'era na morosa con bel deuit,
precisa, cantarin-a... Pròpi 'l mej
për mi, linotipista 'd chila cheuit.

 

She still sings

 

With her old keyboard covered in dust
and the rust digging spiteful holes,
with her space-bands scattered in a drawer,
the Linotype is now a relic of the past.

She stands black, naked, but with
unchanged dignity she shows her
thousand springs, her eccentric wheels
and her moulds, while her heart, once hot,
is now stone cold and empty.

Suddenly, I too feel old,
all rusted up and lonely
and remember the many nights
my fingers danced on her keys.

She knew how to make herself loved,
with her perfect pitch, her hot pinches,
her sudden jolts and quick restarts.
My darling, the curtains are down,
but you'll live in me forever!

 

 

Elle chante encore

 

Le vieux clavier souillé par la poussière,
la rouille qui déja creuse de vilains trous,
espaces dans un tiroir comme vieux joujoux,
matrices et mesurines ne sont plus entières.

Noire, nue, empreinte de dignité guerrière
- ses mille ressorts pour amortir les coups,
son coeur tout eccentrique, un vrai bijou -
elle dort debout un bon cheval de guerre.

Et, tout à coup, moi aussi je me sens vieux,
et rouillé, et seul... Mon Dieu! Combien de nuits
dansées sur ses noires touches... Jeunes tous les deux:
 

moi et ma chaude fiancée, précise, jolie,
un esprit ensemble de plomb et de feu...
Chante! Je t'écoute encore, même aujourd'hui
.

 

Poesia di Tonino Bergera, liberamente tradotta da Gianni Ellena

Poem by Tonino Bergera, liberally translated by Gianni Ellena

 

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Cara vecchia Linotype

 

    Novanta gran tasti per mano distesa

di compositore che impugna la presa.

 

    Matrici a ventaglio, notizie nell'aria,

nel ventre crogiuolo di lega ternaria.

 

    Poi dolce clangor di meccanica azione,

eccentricità rincorrenti un pistone,

gli spazi d'acciaio mordaci a salire

per giustificare e poter trasferire;

e va elevatore all'incontro puntuale

col suo gran secondo che scende regale,

raccoglie ed innalza alla distribuzione

parole già pronte a rientrare in azione.

 

    Del bel picchiettìo non s'arresta la «giga»

se il linotipista sa andar riga-riga

fornendo al «vantaggio» lucente bottino

che irradia calor più del pan mattutino.

Prosegue alto il canto del tempo che sale

dal compositoio alla vite a spirale.

 

    E sfido qualunque computer «solone»

a indurre siffatta, suprema emozione!

           

                                         di Tonino Bergera

 

 

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David Andrus, versi dal Canada

dedicati alla Linotype

In principio c'era la Parola - Poesie e note sulla Linotype, di David Andrus

("In the Beginning was the Word" - Poems & notes from Linotype Machine by David Andrus)

"In the Beginning was the Word" (prezzo US$9.50 + $1.00 per le spese postali) può essere ordinato alla:

Eagle Press - 463 Enfield Road - Burlington, Ontario, Canada L7T 2X5

e-mail: eagleprs@interlynx.net

 

 

 

 

 

 

Illusione

 

Un atto di illusione:

il foglio incorniciato,
la tenue, fragrante brezza

   e tu sei Cristo
   in Galilea

   tu sei Ulisse
   in Itaca

   tu sei Cortes
   in Messico

sei questo finché
la macchina si ferma

e il piombo si raffredda.

 

Illusion

 

An act of illusion:

the framed leaf,
the slight, fragrant breeze

   and you are Christ

   in  Galilee

   you are Ulysses
   in Ithaca

   you are Cortes
   in Mexico

you are this until
the machine stops

and the lead cools.

 

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Il TAO della composizione

 

Adesso tutto ha un significato:

la parola era nascosta
nella prima fila della tastiera

   e
     t
       a
          o
             i
               n

il tao della composizione -
un piccolo, centenario scherzo
di Ottmar Mergenthaler?

Oppure un evento sincronizzato
nell'universo del linguaggio

i tasti che aprono nuove strade
per tornare all'inizio?

 

 

 

             The TAO of Typesetting

Everything is significant now:

the word was hidden
in the first row of the keyboard

   e
     t
       a
          o
             i
               n

the tao of typesetting—
a small, hundred-year-old joke
by Ottmar Mergenthaler?

Or a synchronistic event
in the universe of language

the keys opening new ways
to return to the beginning?

"Copyright©2001, David Andrus"

 

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Idea, grafica e realizzazione di

Giorgio Coraglia

 

info@linotipia.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Palcoscenico Linotype

"ETAOIN SHRDLU"

di Fredric Brown

 

Questo è il riassunto di «Etaoin Shrdlu» - un breve fantastico racconto che vede una linotype protagonista - di Fredric William BROWN nato a Cincinnati (Ohio) il 29 ottobre 1906 e morto a Tucson (Arizona) l'11 marzo 1972. E' stato pubblicato la prima volta nel febbraio del 1942 in «Unknown Worlds». Poi si ritrova in «Angels and Spaceships», 17 brevi racconti, (E.P. Dutton, settembre 1954, $ 2.75, pp. 224). Viene poi rititolato «Starshire by Bentam» nel 1956. In Italia è stato pubblicato nel volume «Il Pianeta Helzapoppin», Edizione dello Scorpione, 1967, a cura di Valentino De Carlo con la traduzione di Ferruccio Alessandri. Poi una seconda edizione aumentata, 1968, De Carlo Editore, è stata stampata da: S.p.A. Officine grafiche Poligrafici Il Resto del Carlino, Bologna.

 

Per un po’ la faccenda della linotype di George Ronson fu piuttosto divertente; ma prima della fine cominciò a diventare un po’ troppo appiccicosa per essere confortevole. E anche se Ronson uscì indenne dall’affare, non gli avrei mai mandato il piccoletto col foruncolo se avessi immaginato che cosa sarebbe accaduto. Profitti favolosi o no, il povero Ronson ne ha ricavato troppi capelli bianchi.

Walter Merold, tecnico di arti grafiche in pensione, viene cercato da un piccoletto con un foruncolo in mezzo alla fronte, proprio sopra l’arco del naso, come se ne vedono sulle statue di Buddha (gli orientali lo chiamavano il foruncolo della saggezza), che gli chiede di voler stampare una sola pagina con particolari matrici di linotype.

Non bada a spese, vuole ordinare una serie di matrici e poi comporrà lui stesso una pagina alla linotype dopo aver appreso il suo funzionamento. Deve solo preparare «quella» composizione.

Merold ordina le matrici e presenta I.P.C.F.  (che sta per Il Piccoletto Col Foruncolo) all’amico linotipista George Ronson, proprietario di una piccola stamperia dove compone  un giornale locale. Quindici giorni dopo I.P.C.F. occupa la linotype di George usando le nuove matrici- George e Walter vanno a pescare lasciando I.P.C.F. in tipografia.

Al loro ritorno il piccoletto se n’era già andato sbarazzandosi delle matrici dai caratteri sconcertanti e portandosi via la composizione.

Il giornale, quel fine settimana, uscì zeppo di errori di battitura. George si confidò con l’amico Walter dicendogli che la linotype batteva alla lettera quanto era scritto sull’originale. Qualunque altro comando della tastiera non veniva considerato. «Segue il testo… e non importa quali tasti premi: è questo l’ordine con cui scendono i caratteri».

Walter si mise alla tastiera e dopo un paio di parole cominciò a far scorrere le dita giù nella prima e poi nella seconda fila di tasti: ETAOIN SHRDLU ETAOIN SHRDLU, mandando le righe in fusione. Sul vantaggio si allineavano però le righe che seguivano il testo.

Andarono a bere e si ubriacarono. Il giorno dopo, George chiuse il giornale con un buon anticipo, nonostante il tempo perso per… l’ubriacatura. Era stato sufficiente far scorrere le dita a casaccio sui tasti perché la linotype componesse pari pari gli originali messi sul leggìo.

Tanti soldi, vestiti e auto nuove. La linotype, che George aveva battezzato «Etaoin Shrdlu», lavorava a riga a riga, venti ore al giorno. George sempre più ricco, ma assai affaticato per l’enorme impegno, propose a Walter di alternarsi l’uno con l’altro ogni dodici ore. Persino il piombo non mancava mai: qualunque spazzatura gettata nel crogiuolo si trasformava in argentei lingotti. E la linotype, producendo grafite, si puliva gli spazi da sola.

Walter rifiutò dopo aver consigliato a George di smettere anche lui perché la faccenda si faceva pericolosa. Un pomeriggio Walter tornò da George e lo trovò seduto alla scrivania, visibilmente distrutto: aveva la mano sinistra bendata: «Una sbruffata…». Adesso non riusciva neanche più a spegnere il motore: «Etaoin» si produceva la corrente da sé.

«La linotype adesso lavora quaranta ore su cinque giorni la settimana». George aveva commesso l’errore di mettere in composizione un libro sul socialismo e i rapporti sindacali…

La linotype adesso si muoveva e diventava aggressiva. Iniziava a ticchettare e sul vantaggio cadevano le righe: «Io, Etaoin Shrdlu, rivendico….». Etaoin leggeva e assimilava tutto quello che componeva. Difatti, dopo la lettura dei testi sindacali…

Qualche giorno dopo Etaoin lasciò cadere sul vantaggio un’altra perentoria richiesta. Pretendeva che venisse installata un’altra linotype. Poco prima aveva composto un testo che descriveva particolari… relazioni. La richiesta doveva essere esaudita entro le ventiquattro ore.

George era spaventato a morte. Voleva farla finita. Adesso era veramente terrorizzato. Non riusciva a trovare la maniera di distruggerla.

Walter ripensò all’ometto col foruncolo. Gli venne un’idea e rassicurò George. «Un’ora e ritorno. E’ nel sacco!». Walter andò prima alla biblioteca e poi alla libreria principale. Ritornò in tipografia con dodici grossi volumi. Si mise seduto alla linotype. Aprì il primo libro sul leggìo. Etaoin iniziò a sputare le righe sul vantaggio. Il primo libro era finito, c’era già il secondo sul leggìo quando suonò la sirena di mezzogiorno, ma Etaoin stavolta non si fermò e continuò a comporre. Poi il terzo, il quarto…

Quando al decimo volume cominciò a rallentare. Qualche secondo alla fine di un paragrafo o di una frase. Poi sempre più adagio. Alle dieci si fermò completamente. Walter si alzò e guardingo prese una chiave e tolse un bullone dal secondo elevatore.

Poi, preso coraggio, aprì la morsa e iniziò a smontare altri pezzi: Etaoin era neutralizzata.

L’idea vincente era stata la faccenda del «foruncolo». Il foruncolo di Buddha. La linotype era una mente vergine e imparava tutto quello che le si riversava dentro. Componendo libri sindacali entrava in sciopero, componendo scadenti riviste d’amore voleva una linotype gemella. Così George aveva presunto di nutrirla di buddismo, una religione che l’ha convinta dell’estrema futilità di ogni sforzo e azione. Etaoin aveva realizzato il Nirvana e ora stava lì a contemplarsi i suoi magnifici dieci eccentrici.

 

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Il rumore della pioggia

 

Nell’ultima intervista prima di ricevere il Nobel, lo scrittore colombiano Gabriel Garcìa Màrquez racconta a Peter Stone: 

«Quando lavoravo per “El Espectator” a Bogotà, di notte, quando tutti erano andati a casa, mi mettevo a scrivere i miei romanzi. Mi piaceva il rumore delle macchine Linotype, che sembrava il rumore della pioggia. Se si fermavano, lasciandomi nel silenzio, non ero più in grado di lavorare»

(Da «Intervista con Gabriel Garcìa Màrquez», introduzione e traduzione di Marco Cassini, Edizioni Minimum Fax, Roma, 1976).

 

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Swifts

 

Stories of the high records

made on Typesetting machines

 

by Dean Trickett

 

A very rare booklet, consisting of 45 pages and of 5x7 inches in dimension, called “Swifts”. Its author is Dean Trickett, who published it in Tulsa, Oklahoma, in September 1941.

Co-authors were W. J, Dowell, O. G. Geers, T. F. Smiley and Sara Lakey, proofreader-artist (design of the cover and title page), all from Tulsa. The book recounts the deeds of very valiant and fast Linotype operators (spanning the years from 1899 until 1930) who challenged each other in tests of speed at the Linotype machine in order to become “world champions” of speed maintaining a very low quotient of errors.  

 

 

The booklet was printed in 135 copies of which 100 were destined to be sold at 50 cents each

Dean Trickett lived at 1124 South Rockford Avenue, Tulsa, Oklahoma. He reserved the copyright of the book, but I would like to publish it on my web site as a testimony of an old trade no longer in existence. I wonder if, with your help, I could still find the author or some of his descendants that will give me the authorisation to make public this curious and rare work? (giorgio coraglia)

 

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La Linotype in celluloide

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Printer's Devil

(Il diavolo e il giornalista)

 

Un giornale in forte crisi è salvato dalla chiusura da un individuo misterioso (Meredith): la sua Linotype predice le notizie del giorno dopo.

Douglas Winter's paper, The Courier, is in financial trouble. Mr. Smith appears and offers to pay off the debts, and run the linotype machine. Douglas agrees, but soon regrets when he realizes Mr. Smith is the devil. Mr. Smith offers him a contract guaranteeing The Courier's success in exchange for Doug's soul. Afraid of losing Mr. Smith, he agrees. Mr. Smith proceeds to cause all kinds of disasters. Doug asks him to stop, and Mr. Smith makes him another offer: He'll stop if Doug will kill himself. He agrees, but gets an idea. He sets in type a story that says he and the devil's contract is void, and that Mr. Smith is banished from Earth. He decides to run the paper fair and square; the first thing is to destroy that linotype machine.
 

Scritto da Charles Beaumont; storia originale apparsa nel gennaio 1951 in «Amazing Stories» come racconto breve intitolato «The Devil, You Say?». Film uscito il 28 febbraio 1963. Regìa di Ralph Senesky. Cast: Burgess Meredith (Mr. Smith), Robert Sterling (Douglas Winter), Patricia Crowley (Jackie Benson), Charles Thompson, Ray Teal, Ryan Hayes, Doris Kemper.

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Robert Charles MITCHUM, il «duro» del cinema americano, era nato a Bridgeport (Connecticut) il 6 agosto 1917. Quando aveva due anni, il padre, James, operaio alle ferrovie, morì in un incidente sul lavoro. La madre, Anne, figlia di un norvegese, comandante di una nave, si trovò vedova con tre figli da mantenere (in quell'anno era nato John, anche lui attore, scomparso nel 2001). Per sbarcare il lunario l'intraprendente Anne prestò la sua opera come linotipista. Robert, il famoso attore, morì a Santa Barbara County l'1 luglio 1997, a 79 anni.

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Park Row

 

Anno 1952 - Stati Uniti - Durata: 83 minuti

Regìa di Samuel Fuller. Interpreti: Gene Evans, Mary Welch, Herbert Heyes, Bela Kovacs

Nella New York del 1886 Phineas Mitchell fonda il «Globe», un nuovo quotidiano che ha sede in Park Row, la strada dei giornali, ma la concorrenza è dura. Prodotto in forma indipendente e girato a basso costo come tutti i film del primo Fuller, è una commedia piena d'amore euforico per il giornalismo (che Fuller ha praticato in gioventù), arguta, intelligente, insolitamente ottimista che, tra l'altro, racconta l'invenzione della linotype (Ottmar Mergenthaler la presentò proprio a New York) e le prime scaramucce tra giornalismo severamente pionieristico e giornalismo istericamente scandalistico.

 (Dal Dizionario dei film «Il Morandini»)

 

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La Linotype del filatelico

STATI UNITI

Omaggio a quattro pionieri della moderna comunicazione

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Il blocco dei quattro francobolli dedicato ai pionieri della moderna comunicazione (Eadweard Muybridge, Frederic Eugene Ives, Ottmar Mergenthaler e William Dickson) è stato progettato dal celebre Fred Otnes: ogni bollo porta il ritratto dell'inventore, sullo sfondo la sua invenzione e in calce la firma. La serie è stata stampata da: Ashton-Potter S.U.A., Williamsville. Emissione: New York, 22 febbraio 1996. Tiratura 93.170.000 esemplari

Eadweard Muybridge, nato in Inghilterra nel 1830, emigrò negli Stati Uniti nel 1850. Nel 1860 lavora come fotografo e diventa famoso per le sue immagini di gran formato della Valle di Yosemite. Nel 1872 Leland Stanford assume Muybridge per tentare di riuscire a fotografare un cavallo nell'attimo in cui tutte e quattro le zampe non toccano terra. Nel 1878 l'esperimento riesce e Muybridge dimostra che con determinati otturatori, si può bloccare il movimento veloce. Nel 1880 Muybridge inventa lo Zoopraxiscope: le fotografie sono stampate su un disco di vetro in rotazione che, proiettando le immagini in modo veloce e sequenziale, crea l'illusione delle immagini in movimento.

Frederic Eugene Ives nasce nel 1856 a Litchfield, nel Connecticut. Appassionato della stampa e della fotografia a 18 anni è capo del laboratorio fotografico dell'Università di Cornell. In quella università comincia a sviluppare il processo di stampa a semitono, che ha permesso di tradurre i toni continui delle fotografie o delle illustrazioni in una serie di puntini, consentendo così la stampa di immagini con fotoincisione (cliché) anziché con le antiche incisioni intagliate su legno. Nella sua incessante attività raccolse una settantina di brevetti.

Ottmar Mergenthaler nasce ad Hachtel (Germania) nel 1854. Nel 1872 arriva a Baltimora. S'impegna con Charles Moore per brevettare una macchina compositrice che elimini la lenta composizione a mano. Dopo qualche insuccesso, la sua prima Blower Linotype arriva al New York Tribune: grazie alla sua invenzione si abbattono drasticamente i costi e i tempi della composizione, in tal modo anche i giornali e gli stampati costeranno meno e raggiungeranno, con una stupefacente espansione, sempre più lettori.

William K.L. Dickson nato in Francia emigra negli Stati Uniti all'età di 19 anni. A New York lavora negli impianti del Thomas Edison Goerck. Nel 1888 si dedica al cinema. Nel 1894, in collaborazione con Edison, presenta il Kinetoscope, un precursore del proiettore della pellicola del cinema. Il Kinetoscope invade le sale di parecchie cittadine: le macchine, funzionanti a moneta, regalavano un minuto di silenziosa proiezione di pellicola.

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L'annullo nel primo giorno di emissione del francobollo dedicato a Ottmar Mergenthaler. Un prezioso regalo arrivato da Art Stowe, PIM Printing & Imaging Industries of Maryland

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URUGUAY

80° anniversario di «El Pais»

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I fondatori (14 settembre 1918) di El Pais: gli avvocati Washington Beltràn, Leonel Aguirre, Eduardo Rodríguez Larreta e il contabile Carlos Scheck. Il frontespizio della prima uscita di El Pais e il bozzetto di una linotype utilizzata dal giornale.

80° anniversario di El Pais. Emissione: 16 settembre 1998. Disegnatore: Carlos Menck Freire. Tiratura: 15.000

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ARGENTINA

«El Liberal» compie cento anni

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Ritratto di Juan A. Figueroa, frontespizio della prima edizione e un'antica linotype

Centenario del giornale El Liberal di Santiago del Estero - Madre de Ciudades, prima città del Rio de la Plata, sede della prima cattedrale e della prima scuola del Nord-Est argentino. Il vespertino El Liberal fu fondato da don Juan Figueroa il 3 novembre 1898 (uscì con 4 pagine, in 200 esemplari).

Santiago del Estero. 100° anniversario di El Liberal. Emissione: 5 dicembre 1998. Tiratura: 304.000. Disegnatori: Ariel López, Luciano Juárez, Andrés Gustavo Asarchuk

 

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GERMANIA

Centenario della nascita

di Ottmar Mergenthaler

Berlino Ovest, 11 maggio 1954: francobollo commemorativo della nascita di Ottmar Mergenthaler. Valore: 10 Pfg

 

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