LINOTYPE & LINOTIPISTI

l'arte di fondere i pensieri in piombo

 

PRESENTAZIONE
Amici della Linotype

Andar per Linotype
Posta di Linotype & Linotipisti

Recensioni

LA STORIA
Verso la composizione meccanica
Genesi della Linotype
L'inventore
La Linotype
Linotype in passerella
I meccanismi segreti

LINOTYPE WORKS
Italtype
Menta
Novatype

Linotype in England - L&M
Intertype

MATRICI
Come si fabbricava una matrice

Il percorso della matrice

Traldi & Simoncini

 

RICORDANDO LA LINOTYPE
In punta di penna

Neram (Armidale, Australia)

 

CURIOSITà
Cent'anni di Linotype
Linotype in versi
Etaoin
Linotype in filatelia

Linotypistes
Linotype in mezzo al mare

Fuoritesto, foto mai viste

Donne in tastiera

LINOTIPISTI
Linotipisti italiani
Diario di un linotipista

Nostalgia
One last line of type

Scuola Grafica Salesiana

GIORNALI & LINOTYPE
La Stampa (Torino)

Gazzetta del Popolo (Torino)
Secolo XIX (Genova)
Tribuna de Lavras (Brasile)

La Nación (Argentina)

El Clarín (Argentina)

The Modesto Bee (California)

Herald & Weekly Times (Australia)

 

 

 

Musei della stampa...

con linotype

 

MONDOVì

Museo della Stampa

E' la più completa raccolta pubblica di macchine e attrezzature per la stampa esistente in Italia. Attraverso le sue raccolte sono rappresentate le principali fasi di questa affascinante arte e le sue più creative espressioni: la calcografia e la litografia. Il Museo - il cui allestimento è stato curato dal professor James Clough (calligrafo, docente e storico delle arti grafiche) - è costituito dalle collezioni di macchine raccolte pazientemente dall'ingegnere torinese Ernesto Saroglia (1908-1989) messe a disposizione dall'Associazione Museo Universale della Stampa di Rivoli, dalle attrezzature e dalle macchine della Editrice Tipografia Moderna del comm. Arnaldo Belloni (1900-1991) di Nizza Monferrato, donate al Comune di Mondovì dall'erede, signora Marisa, e alcune macchine collezionate dall'Associazione Amici di Piazza.

Il Museo si trova nell'ex Collegio delle Orfane in via della Misericordia 3, a Mondovì Piazza (Cuneo). L'edificio in origine apparteneva ai Carmelitani Scalzi i quali ne iniziarono la costruzione nel 1637, mentre ai primi del Settecento risale la chiesa annessa, ora chiamata «Misericordia», opera di Francesco Gallo. In seguito alla soppressione degli Ordini religiosi voluta dal governo francese nel 1802, il complesso fu destinato all'Istituto delle Orfane di Mondovì che lo tenne fino al 1978.

Il Museo, attraverso le sue collezioni, intende valorizzare la storia della Stampa, «che è una sintesi e un potente paradigma del progresso tecnologico. E' la fusione dell'arte e dell'Umanesimo con la Scienza. Da più di cinquecento anni ogni campo delle conoscenze umane viene tramandato e conservato per mezzo della stampa, sebbene oggi la carta stampata sia soltanto uno dei mezzi usati per la diffusione delle idee, dei pensieri umani. Tuttavia, nonostante le ascese della radio, del cinema, della televisione, e ora di Internet, non intravediamo nessun segnale che ci possa suggerire il tramonto del libro, del giornale, del manifesto o del volantino». (James Clough, febbraio 2002)

Mondovì è stata la culla dell'arte tipografica piemontese. Il primo libro a caratteri mobili stampato in Piemonte, il «De institutiones confessorum di S. Antonino da Firenze», fu edito nel 1472 a Mondovì per opera del tipografo Antonio de Mattia di Anversa, con l'apporto finanziario del facoltoso monregalese Baldassarre Cordero. Fu l'avvio di una lunga tradizione che per tutto il Cinquecento si alimentò dell'apporto culturale della prestigiosa Università, e che vide emergere le famiglie dei Vivalda (1476-1495), dei Berruerio (1508-1521), dei Torrentino (1546-1572), solo per citare alcuni nomi. L'attività tipografica monregalese proseguì con successo per tutto il Sei-Settecento, e godeva ancora di grande prestigio in epoca napoleonica. Il clima di maggior libertà che seguì le riforme albertine di metà Ottocento favorì l'affermarsi di un consistente tessuto di piccoli laboratori, molti dei quali, solamente in questi ultimi anni, hanno dovuto cedere il passo alle nuove tecnologie.

La visita. Nella prima sala è stata fedelmente ricostruita l'Editrice Tipografia Moderna del comm. Arnaldo Belloni, di Nizza Monferrato (Asti), donata dall'erede signora Marisa che aveva condotto la tipografia dopo la morte del padre fino al 2001, un tipico esempio di officina tipografica molto diffuso fino a pochi anni fa, costituita da un buon assortimento di caratteri in piombo e legno per ogni esigenza di composizione dei testi. Una perfetta pianocilindrica e un maestoso torchio sono pronti per stampare.  

    La seconda sala è dedicata alla composizione meccanica: in bella mostra la Linotype, la "regina della tipografia", insieme con un'affascinante Tipograph, una Monotype (tastiera e fonditrice), una Nebitype e una Diatype degli Anni 60.

 

La Linotype del museo monregalese

 

 

Appeso alla parete, a sinistra, c'è il flano incorniciato della prima pagina de La Stampa di Torino, del 17 ottobre 1978, l'ultima pagina ancora composta in piombo. «E' polacco: Giovanni Paolo II», diceva il titolo. Un saluto al nuovo Papa e un addio al piombo fuso. C'è anche la preziosa lastra per le rotative che ha chiuso, per il quotidiano torinese, l'era della composizione a caldo. 

Si passa poi alla sala Don Bosco: di grande valore storico e sociale sono il tagliacarte e il torchio tipografico a leva che San Giovanni Bosco utilizzò nella scuola grafica professionale che avviò a Torino in Valdocco nel 1863.

Nella quarta sala sono esposti alcuni significativi esempi di macchine per stampare risalenti alla seconda metà del XIX secolo: due torchi a leva, tre platine, due piano-cilindriche, una delle quali, la Marinoni Indispensabile stampò a Torino la gloriosa Gazzetta del Popolo nata nel lontano 1848.

In questo percorso attraverso le fasi della stampa non possono mancare i torchi per le incisioni d'arte. Il più antico risale al 1640 e proviene dall'Università di Torino, mentre sono databili agli anni cinquanta dell'Ottocento un paio di torchi litografici per la stampa su pietra, uno a leva e un caratteristico torchio a stella.

Si arriva così all'aula didattica dove si fanno dimostrazioni di arte tipografica. La visita si conclude nel lungo corridoio dove trova posto una sezione dedicata alla legatoria, antiche apparecchiature  fotografiche e una offset. Un datato computer MacIntosh mette la parola fine alla storia della tipografia antica, quella dei «tipi», per intenderci.

Museo della Stampa di Mondovì - Ex Collegio delle Orfane, via della Misericordia 3, Mondovì Piazza (Cuneo).

Per informazioni: Ufficio turistico Comune di Mondovì: tel. 0174-40389 - Dott. Alessandro Bracco, direttore Museo civico della stampa (Dipartimento Cultura): tel. 0174-559256 - sandro.bracco@comune.mondovi.cn.it

 

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LODI

Museo della Stampa

e Stampa d'Arte

Il Museo della Stampa e Stampa d'Arte a Lodi occupa i locali (circa duemila metri quadrati) della ex tipografia Lodigraf, attiva fino all'inizio degli Anni Ottanta del secolo scorso. L'ingegner Andrea Schiavi, ideatore e direttore-conservatore del museo lodigiano, ha creato una pregevole struttura che raccoglie e racconta l'evoluzione della stampa attraverso i secoli. Situato nel centro storico della città il museo vivo e dinamico può trasformarsi in officina creativa, laboratorio sperimentale per le scuole e luogo per convegni e mostre.

Sono centinaia i reperti esposti che vanno a comporre una delle più ampie raccolte di macchine e attrezzature per la stampa presenti in Europa: dalla composizione a mano a quella meccanica con Monotype, Tipograph e Linotype, tutte ben conservate e assolutamente funzionanti.

Franco Pastorello, meccanico doc delle Linotype

Si possono ammirare preziosi torchi a mano, tra i quali spicca un raro Albion «Columbian» in ghisa e acciaio costruito in Inghilterra verso la metà del XIX secolo. La sala della legatoria presenta una ricchissima collezione di presse doratrici a caldo, trance, cesoie, piegatrici e cucitrici.  Nella sala arte troviamo torchi calcografici e litografici. Una vera chicca è il piccolo impianto di fabbricazione della carta, altrettanto apprezzabile è la stamperia artigiana che è una vera bottega tipografica che è ancora in grado di mostrare dal vivo le varie tecniche di composizione e stampa, per arrivare alla legatura e doratura del prodotto finito. Dopo le pedaline e le macchine pianocilindriche, il museo offre un'ultima sezione dedicata alla fotocomposizione.

Museo della Stampa e Stampa d'Arte di Lodi  - Via della Costa 4 - 26900 Lodi - tel. 0371-56011 - Sito: www.museostampa.org - e-mail: info@museostampa.org

 

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CORNUDA (Treviso)

Tipoteca Italiana Fondazione

Una istituzione nata per dar vita a iniziative che valorizzano la tipografia e che documentano  il significato, l'origine e la destinazione del lavoro dei progettisti italiani di caratteri tipografici, dalla rivoluzione industriale ai giorni nostri.

  La Tipoteca Italiana Fondazione (TIF) ha sede a Cornuda, in provincia di Treviso; è ospitata nei fabbricati dell’antico Canapificio Veneto «Antonini-Ceresa», adiacente al corso del canale Brentella, in un sito architettonico che è testimonianza rilevante di archeologia industriale e di significativo valore storico. Gli edifici, riorganizzati  in una struttura architettonica polivalente, sono destinati alle attività della Tipoteca.

Museo del Carattere e della Tipografia. Il museo è un percorso protetto che attraversa spazi polivalenti: le officine di fusione, stampa e restauro, le compositorie, i laboratori e le aule didattiche. Una passeggiata che offre tratti panoramici e tratti immersi nei luoghi di lavoro, e che si trasforma in un incontro con la storia del carattere, delle tecniche di utilizzo dei prodotti della stampa.

Raccolta di caratteri. I documenti della collezione storica, i caratteri, le attrezzature di incisione e fusione, le matrici, i punzoni e gli stampati che li riguardano, selezionati per allestire la parte espositiva del Museo della Tipoteca, sono ordinati nei locali della chiesa di Santa Teresa. Edificata nel 1886 a conforto delle maestranze del Canapificio, è stata completamente restaurata e ristrutturata, per accogliere le testimonianze più preziose e documentare la storia del carattere tipografico.

Officina di restauro. L’ala più recente, affiancata all’officina di stampa, è stata attrezzata a laboratorio di restauro e manutenzione dei macchinari di tipografia. Una parete traforata permette al pubblico la visione dei lavori in corso d’opera.

Officina storica di stampa. La foresteria, un edificio realizzato nel primo Novecento, per offrire ricovero alle operaie, è diventata oggi la stamperia. Un'officina dove sono raccolte molte delle più significative macchine da stampa conservate nella collezione storica della Tipoteca Italiana. Tutte revisionate e in grado di produrre, costituiscono un attrezzato e funzionale laboratorio di stampa in tipografia classica. Un percorso aereo permette al pubblico di osservarne l’attività.

 

 

TIF - Tipoteca Italiana Fondazione - Via Canapificio, 3 - 31041 Cornuda (Treviso) - www.tipoteca.it

 

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GENOVA QUARTO

ARMUS

Archivio museo della stampa

 

Una Linotype è «piantata» nel giardino a fianco del Museo, l'altra è ancora all'addiaccio sotto una tettoia in attesa di un più idoneo ricovero, ma intanto viene amorevolmente «curata». Il Museo è già zeppo di meraviglie: torchi, pedaline, caratteri e mille altre cose fantastiche. 

Le ultime due Linotype di Genova sono state portate in salvo e sono ora ospitate nell'Archivio museo della stampa di Genova Quarto. Il merito va al compianto linotipista Fulvio Paoli con l'appassionata collaborazione di Francesco Pirella, dinamico ed eclettico direttore del Museo genovese, che spiega: «Con il museo abbiamo creato uno spazio in cui i giovani possono riconoscere origini e sviluppo della stampa tipografica. Il nostro fine è quello di trasmettere in questo modo alla società dell'elettronica i saperi della cultura gutenberghiana».

 

Un momento del trasporto delle Linotype di Fulvio Paoli all'Armus (foto Ambrosi), Il Secolo XIX, 17 ott. 2003

ARMUS - Archivio museo della stampa - Via G. Maggio 3 - 16147 Genova Quarto - tel. 010-5499643, fax 010-3071585 - e-mail: archiviomuseostampa@pirella.net

 

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PIACENZA

Museo della stampa Marcello Prati

Fondazione «Libertà» di Piacenza

«Libertà» - Il Quotidiano di Piacenza cura un proprio Museo della Stampa con tante Linotype ancora perfettamente funzionanti. Si può visitare ogni sabato dalle ore 17 alle 19. Non è necessaria la prenotazione. In Internet, per una visita virtuale, troverete la descrizione del bellissimo Museo e una pagina dedicata a «Meraviglia, si sveglia la vecchia linotype» all'indirizzo http://leRotative.liberta.it

Museo della Stampa «Marcello Prati» - Fondazione «Libertà» di Piacenza - Via Benedettine 68 - 29100 Piacenza - tel. 0523-393939 - e-mail: info@liberta.it

 

 

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TRAPANI

Typographiae

Museo della Stampa

Prevede il recupero e la salvaguardia di un patrimonio culturale, antropologico e tecnologico che la «rivoluzione inavvertita» della stampa ha diffuso in Europa dalla fine del '400. Oggi l'intero mestiere del tipografo rischia la totale dispersione, compresa la cultura dell'uomo tipografico.

La collezione del Museo della Stampa, in corso di realizzazione a Palazzo Milo (dimora nobiliare costruita sul finire del XVII secolo sulla «rua Nova» e oggi sede della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani), nasce dalla donazione Barbaro, ex titolare della storica Tipografia «La Combattente» e dalla donazione Abate, tipografo.

 

 

Seguendo il concetto di «working museum» saranno rimesse in funzione le antiche macchine tipografiche e la sala composizione, dando l'opportunità ai visitatori di prendere parte dal vivo al mondo dell'arte tipografica. Sarà inoltre possibile realizzare edizioni tipografiche a tiratura limitata.

Ci scrive il dottor Renato Alongi, responsabile del Progetto Museo della Stampa: «Al momento solo una prima sala è visitabile e riteniamo che nei prossimi mesi potremo definire la rimanente parte. L'apertura è solo per appuntamento. La sala macchine non è al momento allestita, ma la nostra Intertype potrà essere comunque vista anche se al momento è in deposito».

Typographiae - Museo della Stampa - Palazzo Milo - via Garibaldi 70 - 91100 Trapani (Italia)

 

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JESI (Ancona)

Studio per le Arti della Stampa

(S.A.S.)

 

«Questo Museo della Stampa, istituito nel 2000 dal Comune di Jesi,è inserito in un palazzo cinquecentesco del centro storico che fa da cornice ideale ai locali in cui sono conservati torchi e macchine da stampa di varie epoche appartenuti a due tipografie jesine di tradizione, con le loro cassettiere e tanti altri strumenti tipografici di piccole e medie dimensioni. Nello stesso ambiente sono esposti, in mostra permanente, vari esemplari di libri a stampa antichi, dagli incunaboli a pregiate edizioni ottocentesche. Il salone dello Studio per le Arti della Stampa era in origine il refettorio delle monache Clarisse. Nel 1710 divenne Biblioteca del vescovo Giuseppe Pianetti. Viene poi utilizzato, dal 1921 al 1991, come sede della Tipografia di Duilio Diotallevi

«Nel corso del tempo il Comune di Jesi ha acquisito materiale vario tra cui, ultima arrivata, una linotype, anello di congiunzione fondamentale tra la composizione con i caratteri mobili e le moderne tecnologie di fotocomposizione. Grazie anche all'interessamento di alcuni tipografi e linotipisti in pensione, la Linotype è entrata a far parte del S.A.S. nello scorso mese di marzo: è una Italtype, modello Gamma, numero di serie 398, costruita in Italia dalla Italtype.

 

 

«In uso fino ad alcuni anni fa presso una tipografia di Ancona, è in buonissimo stato di conservazione ed è completa in ogni sua parte». (Dottoressa Loretta Mozzoni, dirigente Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi, 21 giugno 2002)

Studio per le Arti della Stampa (S.A.S.) - Palazzo Pianetti Vecchio - Via Valle 3 - 60035 Jesi (Ancona). Orario di apertura estivo: 10-13, 17-20 dal mercoledì al sabato; invernale: 9-12, 16-19 dal mercoledì al sabato. Per visite guidate tel. 0731-538345/538342/64272.

 

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Idea, grafica e realizzazione di:

Giorgio Coraglia

 

info@linotipia.it

 

 

 

 

 

 

 

LOCALITA' MINIERA - URBINO (PU)

La Corte della Miniera

Arte Artigianato Agriturismo

 

C'è voluta la tenacia, la volontà e la rara passione di Egiziano Piersantini (litografo d'eccellenza), aiutato dal figlio Michele, per trasformare una vecchia infernale miniera di zolfo in un angolo di paradiso.

 

 

Oggi alla Corte della Miniera gli antichi invivibili forni si sono trasformati in ospitali laboratori di litografia (ancora in pietra), di calcografia, di tipografia e di ceramica.  Arti antiche che Egiziano Piersantini ripropone al visitatore coinvolgendolo in maniera tale da renderlo il soggetto principale, portandolo a conoscere direttamente l'arte della stampa, proponendogli e facendolo interagire nelle varie fasi delle lavorazioni tipografiche.

La Corte della Miniera mette a disposizione del pubblico anche un ricco museo della stampa che raccoglie strumenti e macchinari che percorrono le varie fasi evolutive della tipografia, da Gutenberg fino all'avvento delle nuove tecnologie.

 

 

Non manca certo la mitica Linotype, una velocissima Comet 300 rimessa a nuovo da Franco Pastorello che regala righe ed emozioni ai tanti visitatori dell'agriturismo urbinate.

 

Il professor Egiziano Piersantini alla tastiera

 

La Corte della Miniera, aperta da marzo a ottobre, mette a disposizione un'ottima struttura alberghiera che rende possibile un confortevole soggiorno offrendo un'ottima ospitalità insieme con una prelibata cucina locale e regalando tanto «pane per cervelli».

La Corte della Miniera - Via della Miniera, 74 - Loc. Miniera  61029 Urbino (PU) - tel/fax: 0722-345322, 0722-347002 - e- mail: per info generali: info@cortedellaminiera.it - per info tecniche: staff@cortedellaminiera.it. Sito: www.cortedellaminiera.it

 

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ARTOGNE (Brescia)

Il segno tipografico

Museo della stampa

«Lodovico Pavoni»

Un museo della stampa frutto della passione di Simone Quetti, il linotipista della Val Camonica

 

Sono del linotipista Simone Quetti l'idea, il progetto e la realizzazione di questo museo della stampa che aggiunge un importante contributo culturale alle bellezze turistiche della Valcamonica.

 

 

Simone Quetti ha dedicato sessant'anni alla tipografia. Entrato nel lontano 1950 nell'Istituto Pavoniano di Brescia (la prima scuola tipografica italiana fondata dal Canonico Lodovico Pavoni nel 1821) impara le arti tipografiche. Dopo il diploma ritorna ad Artogne dove apre la sua tipografia insieme con il fratello Mattia. Arriva l'Italtype mod. Alfa e Simone Quetti diviene "non un ma il linotipista per antonomasia della Vallecamonica" (così lo descrive Eugenio Fontana in Il segno tipografico - Il museo della stampa Lodovico Pavoni, Ancora Editrice). In anticipo sui tempi, negli Anni Ottanta del secolo scorso la "Linotipia Quetti" cede il passo alla "fotocomposizione".

Realizza, sempre in Artogne, una moderna stamperia - denominata "Qcinque" -  che oggi vede impegnati anche due suoi figli, Luca e Mauro.

Nei locali della vecchia tipografia realizza il Museo della stampa, dove campeggia, tra gli altri preziosi macchinari e strumenti dell'arte tipografica, la "sua" inseparabile Italtype degli Anni Sessanta.

 

L'Italtype mod. Alfa, la regina del museo di Artogne

 

Nel museo camuno si possono ammirare antichi torchi tipografici e litografici; una vecchia platina a motore e  un'antica pianocilindrica manuale del 1800 si contrappongono alle "moderne" "Heidelberg" a stella del 1960 e alla pianocilindrica "Albert Automat-Frankenthal" del 1950. Ancora tagliacarte, cucitrici, cordonatrici, presse per legatoria così da ricostruire l'intera filiera del libro. Sino ad arrivare all'era del computer con il "Compugraphic Editwriter 7770"...

 

 

Due interni del bel Museo della stampa di Artogne

 

 

  Il Segno Tipografico - Museo della stampa Lodovico Pavoni - via Concordia 2 - 25040 Artogne (BS) - tel. 349-4396589.

Per ulteriori informazioni e per prenotare le visite consultare il sito: www.museotipografico.it

 

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VILLA VERUCCHIO (Rimini)

Museo vivente

delle arti grafiche Pazzini

Poesia e storia di una tipografia in Romagna

 

Nel 1886 - l'anno in cui Mergenthaler presentava in America la sua prima Linotype - a Verucchio, piccolo centro agricolo della Romagna, Domenico Pazzini aprì la sua stamperia accogliendo un torchio e una discreta dotazione di caratteri tipografici (arrivati da Monza) in un locale sottostante alla sua abitazione. Composizione rigorosamente a mano, immagini stampate con xilografie o litografie. Il lavoro non mancava così arrivò una platina a pedale a velocizzare la stampa. Il figlio Eugenio affianca papà Domenico nell'attività tipografica e alla morte del genitore manda avanti da solo l'azienda. Nel 1933 viene acquistata una pianocilindrica. Arriva la guerra e un bombardamento seppellisce la tipografia sotto un cumulo di macerie. Eugenio recupera quanto si è salvato. Nel primo dopoguerra Verucchio e la tipografia Pazzini rinascono. Edoardo, fratello di Eugenio, è eletto sindaco. Dalla tipografia esce una "breve storia di Verucchio" impressa su fogli di carta paglia. L'arrivo di una platina Heidelberg è il segnale della rinascita. Nel 1970 arriva anche una Linotype.

 

Pier Giorgio Pazzini alla Linotype

Nel 1984 Domenico passa il testimone al figlio Giorgio che oltre a essere ricercatore del bello e dell'armonia è un dirigente attento, determinato e sicuro che ha dato all'azienda quei tagli innovativi richiesti dal mercato.

 

 

Il "Museo vivente delle arti grafiche" narra la storia della famiglia Pazzini. Recentemente restaurato e collocato nel cuore dell'attuale azienda tipografica, conserva l'aspetto e il fascino di uno tempo. Raccoglie macchinari, banconi, caratteri in piombo e in legno e un'ampia biblioteca.

  Pazzini Stampatore Editore - "Museo vivente delle arti grafiche" - via Statale Marecchia 67 - 47827 Villa Verucchio (RN) - tel. 0541-670132 - www.pazzinieditore.it

 

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SARONNO (Varese)

Museo delle Industrie

e del Lavoro saronnese

 

E' stato inaugurato il 25 ottobre 1998. Racchiude le testimonianze di quanto, nel passato, si è realizzato a Saronno nel quadro delle profonde trasformazioni di ordine produttivo e tecnologico delle aziende saronnesi. Oltre a un'area espositiva all'aperto dedicata al tema della ferrovia esiste una «stanza della memoria» con piccoli oggetti, documenti e fotografie d'epoca e un grande «salone principale» dove si può ammirare una Intertype usata presso la Grafica Luigi Monti e mantenuta in perfette condizioni dal «maestro» Franco Pastorello, un ottimo meccanico di linotype. Tra gli altri reperti sono esposte un'automobile Cemsa-Caproni del 1947 (già con trazione anteriore e motore boxer) e una stupenda Isotta-Fraschini, anch'essa del '47; un grande quadro di comando delle Ferrovie Nord Milano; le prime macchine usate dalla Lazzaroni, le prime in Italia, per produrre biscotti; i primi televisori italiani prodotti dalla Fimi-Phonola; un motore marino Isotta Fraschini. 

 

Il presidente Luigi Lazzaroni, Franco Pastorello e l'Intertype

 

Museo delle Industrie e del Lavoro saronnese - Via Don Griffanti 6 - 21047 Saronno (Varese) - tel. 02-9607459. Per informazioni e prenotazioni: CRA-FNME, via Diaz 11 - 21047 Saronno (VA) - tel. 02-96272401, 02-96272216. Aperto (giugno-settembre) alla domenica: ore 15-18. Per le visite infrasettimanali occorre prenotarsi. Ingresso gratuito.

 

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BRESCIA

Museo dell'Industria e del Lavoro

«Eugenio Battisti»

 

Questo museo sarà il primo in Italia a occuparsi esclusivamente della modernità attraverso una molteplicità di materiali. L'ambito cronologico va dalla seconda metà del XIX secolo all'oggi, lo svolgimento tematico assume l'industria e il lavoro come le forze motrici del processo di modernizzazione dell'intera società, l'area geografica muove dal contesto europeo per giungere agli approfondimenti relativi alla dimensione nazionale, regionale, locale.

Il progetto museale, curato dalla Fondazione biblioteca archivio Luigi Micheletti e dalla Fondazione Civiltà Bresciana, prevede: La galleria del Novecento (al museo per conoscere la storia contemporanea); Showcase dell'innovazione (gli ultimi risultati dell'innovazione tecnologica e scientifica dell'industria); Laboratorio di archeologia industriale e galleria delle macchine (1000 macchine per il lavoro, la guerra e il tempo libero dal 1800 ai giorni nostri da conoscere, toccare, sperimentare); Brescia città dell'industria (racconto di un caso esemplare); Cinema e comunicazione (macchine, immagini, pubblicità, animazione, esperienze nella civiltà dei media).

Il Museo dell'Industria e del Lavoro «Eugenio Battisti» conserva attualmente le collezioni: macchine, reperti, attrezzature e utensili in alcuni depositi. Il Museo sarà visitabile nei prossimi anni, dopo il recupero a fini museali di una porzione di area all'interno del Comparto Milano, a Brescia.

Nell'Esposizione permanente ammireremo, tra le tante macchine tipografiche, la rotativa dell'«Avanti», costruita nel 1919, su ordinazione, dalla ditta tedesca Vomag (Plauen), che è stata interamente recuperata ed è in fase di restauro. Macchine tipografiche, apparecchiature e utensili provenienti dalla dismessa tipografia di Arrigo Ongarelli, Genova-Nervi. Un torchio in legno dell'officina meccanica milanese Mandelli.

 

Nel Museo troveremo anche una Linotype modello 31 (nella foto) a quattro magazzini, entrata in produzione nel 1936, proveniente dalla ditta Marinoni di Brescia. Potremo anche ammirare un'eccezionale pressa tipografica Dietz & Listing Leipzig dei primi del Novecento, proveniente dalla rilegatoria Castrezzati di Brescia. 

Museo dell'Industria e del Lavoro «Eugenio Battisti» di Brescia - Aree ex Tempini e Antenne di Brescia - Cedegolo e Montichiari - Via Don Vender 45 - 25127 Brescia - tel. e fax: 030-311461. Fondazione biblioteca archivio Luigi Micheletti - via Cairoli 9 - 25122 Brescia - tel. 030-48578 - fax 030-45203.

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COLORNO (Parma)

Aranciaia

Museo della civiltà contadina

 

Linotype e vecchie macchine da stampa nel bel sito della Pro loco di Colorno: www.proloco-colorno.it. Il sito è stato appena aggiornato da Michele Tagliareni. Colorno è una cittadina della bassa parmense che ha nel palazzo Ducale il suo simbolo distintivo. La Pro loco è un'associazione di volontari che si muove per promuovere l'immagine di Colorno nel mondo, e si attiva per incentivare la vita cittadina. La Proloco di Colorno si trova in piazza Garibaldi 21 - 43052 Colorno (Parma). 

Michele Tagliareni, il curatore della pagina Web della Pro loco, ci scrive: «Sto lavorando al nuovo sito della Pro loco di Colorno. Ho scattato alcune foto alle due linotype racchiuse nel museo. Peccato che i locali siano momentaneamente chiusi per riparazioni. I pezzi esposti sono molti e la visita è senz'altro interessante. Spero di convincere i soci della Pro loco di Colorno a raccogliere le descrizioni dei pezzi presenti nelle sale in un libretto: c'è parecchio materiale e altrettante persone competenti. Oggi il museo si può visitare su appuntamento, telefonando alla Pro loco. Per mettersi in contatto: proloco-colorno@libero.it, oppure tel. 0521-816939 o fax 0521 816939. La sede della Pro loco è aperta il martedì, giovedì, venerdì e domenica dalle 9 alle 12». 

Il museo dell'Aranciaia del Comune di Colorno contiene al suo interno una ricca collezione di pezzi che ci raccontano la vita della classe contadina quando ancora non esistevano i trattori. Da qualche mese però il museo è chiuso dopo la rottura di una trave del tetto e riaprirà non appena verrà risistemata la copertura. Gironzolando all'interno del museo si rimane stupiti nel vedere il numero impressionante di reperti di archeologia preindustriale ed industriale. E non mancano certo, per la nostra gioia, un discreto numero di macchine da stampa sia manuali sia meccaniche, tra cui spiccano due Linotype: una rarissima «Simpletype» assemblata da Edoardo Grioni e una Modello 48 inglese.

 

 

 

 La curiosa e rarissima «Simpletype» uscita dalle officine milanesi

di Edoardo Grioni negli Anni Settanta

 

Aranciaia - Museo della civiltà contadina - piazzale Vittorio Veneto 19 - 43052 Colorno (Parma)

 

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