LINOTYPE & LINOTIPISTI

l'arte di fondere i pensieri in piombo

 

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Come si fabbricava una matrice

Il percorso della matrice

Traldi & Simoncini

 

RICORDANDO LA LINOTYPE
In punta di penna

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GIORNALI & LINOTYPE
La Stampa (Torino)

Gazzetta del Popolo (Torino)
Secolo XIX (Genova)
Tribuna de Lavras (Brasile)

La Nación (Argentina)

El Clarín (Argentina)

The Modesto Bee (California)

Herald & Weekly Times (Australia)

 

 

 


 

Le matrici

da «Linotype senza segreti», di Vincenzo Coppo (Scuola Grafica Salesiana, Torino)

Per la fabbricazione di una matrice occorrono ben centoquarantacinque fra macchine utensili e strumenti diversi

Le matrici hanno una funzione basilare sia per il rendimento del linotipista sia per l'estetica della composizione.

Il procedimento per la fabbricazione di una matrice è molto complesso. Dopo tutta una gamma di disegni e di ingrandimenti fotografici e fissate le caratteristiche ricercate e volute, il disegnatore ricava il modello. Ogni modello viene collocato in un apparecchio di proiezione le cui lenti, primi e riflettori, ne dànno l'immagine perfetta sopra uno schermo. Sullo schermo c'è un foglio di carta sul quale il disegnatore ricopia la lettera che servirà di base per la riproduzione delle impronte alfabetiche. La grossezza del tratto, la dimensione relativa del bianco laterale, lo spessore delle finali ascendenti, l'esatto punto di allineamento e la lunghezza delle aste discendenti e ascendenti, vengono definiti sul tavolo da disegno da un provetto specialista.

Da queste impronte si ricava il modello in bronzo per servirà per la incisione del punzone il quale imprimerà poi le sagome delle lettere e dei segni nelle matrici. Per la fabbricazione delle matrici occorrono ben 145 fra macchine utensili e strumenti diversi, inclusi gli apparecchi ottici.

 

 

 

 

La matrice è composta dai dentini di distribuzione, dalle orecchiette, dalla scanalatura di separazione nella quale penetra la linguetta (mosca) del prisma della scatola di distribuzione, dalla tacca di selezionamento per le matrici da usare anche nella doppia distribuzione, dalla tacca di riconoscimento del carattere e dai piedini. La matrice porta poi una doppia incisione.

 

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Come si fabbrica una matrice

 

da «Lino Composizione», di Luigi Parenti

 

La fabbricazione delle matrici è più interessante di quella delle macchine. Dopo aver accennato allo storico B stampato in rosso e azzurro nella prima pagina del SALTERIO, da Fust e Schöffer nel 1457, un competente riferisce come nasce un alfabeto e prende lo spunto da alcune lettere: O M E R, che servono di chiave per il disegno di tutte le altre, nelle quali si ripete buona parte della forma di queste.

L'occhio umano è il fattore primo di cui si deve tener conto quando si disegna un carattere; ma, contrariamente alle convinzioni ammesse, lo stesso occhio non è perfetto nel senso della precisione rigorosamente esatta. Infatti, la vista dà luogo a illusioni che fanno sembrare differenti tante misure che di fatto sono equivalenti. Perciò in un carattere vi sono lettere il cui profilo esige di essere prolungato oltre l'allineamento esatto, allo scopo di soddisfare l'occhio.

 

 

Nello stabilire le proporzioni esatte dei tratti forti e di quelli leggeri, non si può ricorrere ad alcuna formula matematica, ma è l'aspetto che fa da guida nel coordinamento generale.

O M E R , cioè le lettere prese per base, dopo qualche prova, vengono passate ai disegnatori e ai tecnici dei punzoni, i quali le sottopongono a certe modificazioni. Poi tutte le lettere dell'alfabeto, sia maiuscole sia minuscole, sono osservate con l'aiuto di forti lenti; infine entra in gioco il fattore allineamento. Tre secoli di esperienze delle fonderie di caratteri hanno insegnato che è indispensabile un'irregolarità insensibile ma elegante in tutti i tipi.

I modelli quindi passano al reparto disegnatori. Qui ogni modello viene collocato in un apparecchio di proiezione le cui lenti, prismi e riflettori, ne dànno l'immagine perfetta sopra uno schermo; generalmente l'altezza dell'immagine è di 25 centimetri. Il disegnatore ricopia la lettera che servirà di base per il disegno da finire più tardi.

Le lettere dell'alfabeto hanno in comune tre caratteristiche: la grossezza del tratto, la dimensione relativa del bianco laterale e l'aspetto generale delle basi. Ma vengono fatte anche altre considerazioni: lo spessore delle finali ascendenti, l'esatto punti di allineamento e la lunghezza delle aste discendenti e ascendenti.

Infine, il disegno definitivamente approvato, passa alla riproduzione in bronzo che deve servire da modello. Questo modello è di proporzioni sensibilmente ridotte rispetto al disegno: però esso è assolutamente fedele perché servirà per l'incisione del punzone. Detto modello si compone di due lastre di bronzo sovrapposte e tenute insieme da una leggera saldatura; esse vengono rigidamente fissate in una macchina di grande precisione, che funziona come un pantografo, mentre la punta di guida vien fatta correre lungo il tracciato del disegno, il bulino gira vorticosamente e intaglia la placca, riproducendo la figura del disegno alla scala prestabilita.

Terminata questa riproduzione, un incisore sottopone il modello a un esame minuzioso, quindi esegue i ritocchi indispensabili: anche i difetti infinitesimali devono essere evitati nel corso delle numerose operazioni.

Un altro apparecchio a pantografo, nel quale il modello viene sistemato per riprodurlo sul punzone, è di tale precisione che non sgarra neppure della quarta parte di un centesimo di grado e per quanto minima possa sembrare tale differenza essa costituisce il limite di tolleranza che fa scartare il punzone. Questo pantografo ha sulla parte superiore un morsetto nel quale si incastra il pezzo d'acciaio da incidere; quindi la forma viene bloccata in un mandrino e il modello di bronzo è registrato sul piano del pantografi in posizione visibile all'incisore. Sopra la forma una fresa mobile installa sul pezzo d'acciaio la lettera nella forza di corpo prestabilita. La fresa gira vorticosamente mentre la mano dell'incisore segue, con la punta inferiore del pantografo, il tracciato del modello. Ogni pantografo è munito di un microfono da telefono di cui l'incisore si serve per sorvegliare l'azione della fresa sull'acciaio accorgendosi così se taglia con dolcezza o se strappa.

Il punzone così ricavato viene poi scaldato a bianco e quindi temperato, poi con una pietra indiana a olio viene levigato l'occhio della lettera. Dopo il punzone viene controllato al microscopio e sottoposto a un controllo ottico con lo stesso apparecchio proiettore che era servito per fare il primo disegno. Con una mola a smeriglio si affusola il punzone per farlo entrare nell'incassatura della matrice e imprimere la lettera con macchine studiate a tale scopo.

 

Confronto delle matrici speciali con quelle normali: il punto fisso di allineamento è dato sempre dal piano superiore dei piedini

Le matrici speciali, come fregi, sigle, firme autografe, marchi di fabbrica, titoli fissi di giornali, ecc., sono riprodotte direttamente dal modello con un altro apparecchio, senza incidere il punzone.

La matrice richiede ancora una ventina di operazioni prima di essere passata in magazzino. Le più importanti sono: 

- la formazione dei dentini delle matrici (alcune delle sette coppie di dentini devono essere tagliate per formare le combinazioni che determinano la distribuzione nel magazzino: l'operazione è fatta con una macchina munita di sette leve ognuna delle quali comanda un ferro da taglio); 

- la riduzione delle orecchiette e dei piedini allo spessore corrispondente al canale nel quale devono entrare;

- la smussatura, fatta a mano, di tutti gli spigoli;

- la verifica di ognuna, affidata a operaie specializzate, le quali scartano senz'altro tutte quelle che escono dai limiti di tolleranza;

- il lavaggio, ripetuto tre volte;

- la levigatura, ottenuta in cinque volte con piccole macchine automatiche;

- la prova di allineamento eseguita a stampa.

 

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Media delle lettere contenute in ogni riga tipografica

 

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Percorso della matrice

 

1) Scende dal magazzino attraverso il ventaglio nel collettore; 2) sul compositoio; 3) carrello di trasferimento; 4) posizione di fondita; 5) trasferimento dal primo al secondo elevatore; 6) trasferita sul secondo elevatore; 7) dal secondo elevatore sta salendo alla scatola di distribuzione; 8) portata nella scatola di distribuzione; 9) sulla sbarra per la scomposizione.

 

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Idea, grafica e realizzazione di:

Giorgio Coraglia

 

info@linotipia.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Fabbriche italiane di matrici

 

Adler Traldi S.p.A.

Stabilimento di Pavona (1965)

 

 

La prima in Italia

 

L'Adler Traldi S.p.A. aveva la sede a Roma, in piazza delle Crociate 3, e lo stabilimento in Pavona (Roma). Le serie delle matrici comprendevano: Aulico, Bodoni, Eccelso, Egizio, Esperia, Estenso, Elzevir, Excelsior, Forma (un carattere Nebiolo), Impressum (su licenza della Bauersche Giesserei di Francoforte), Ionico, Mentor, Minus, Modulario, Sirio, Victoria, Akkad (carattere arabo). Offriva un vasto campionario di caratteri, simboli e segni speciali. Eseguiva su ordinazione matrici pantografiche e politipi. Fabbricava inoltre testate per giornali e per altri usi. Commerciava gli spazi mobili «Superior» della Willy Reinecke & Co.

 

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Prova di durezza di una matrice SIAT (Società Italiana Adler Traldi)

 

 

La nostra numerosa e affezionata clientela conosce la maggior durata delle nostre matrici rispetto a quelle di altre Case. Per i nuovi clienti che da questo momento cominciano a interessarsi del nostro prodotto riproduciamo il certificato rilasciatoci dall'Università di Roma nel 1950. Infatti dagli esami eseguiti su una nostra matrice, tre matrici di produzione anglo-americana del 1950 e una di produzione anteguerra, la nostra matrice (1) a parità di composizione chimica ha una durezza notevolmente superiore a quelle attuali anglo-americane (2) e si uguaglia alla matrice esaminata del periodo pre-bellico (3). (Da un catalogo del marzo 1956)

 

 

 

The typeface / easy to read / easy on space / easy to use: descrizione del carattere Victoria dal catalogo di Adler Traldi del luglio 1963. Sotto: il magazzino delle matrici

 

 

Da un catalogo del 1978: «Noi fabbrichiamo matrici da 35 anni, forniamo 62 Paesi stranieri, disponiamo di uno stock di oltre 10 milioni di pezzi che ci permette di consegnare le nostre serie di matrici, sia di profondità americana sia inglese, entro quattro settimane dall'ordine».

L'ultimo appello: «Che voi stampiate in tradizionale o in offset, non rinunciate alle vostre reali esigenze editoriali e economiche: componete a caldo».

 

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Officine Simoncini

S.p.A. - Bologna

Stabilimento in via Marzabotto 5, Rastignano (Bologna)

Le Officine Simoncini S.p.A. - Matrici per compositrici meccaniche monolineari

 

 

Luglio 1969: Neil A. Armstrong,

il primo uomo sulla Luna

 

 

«In riverente omaggio a questa conquista umana, ho dedicato questo nuovo disegno dell'alfabeto al nome ARMSTRONG, nome che racchiude e rappresenta in sé il contributo di tanti eminenti studiosi, vanto dell'umanità». Francesco Simoncini

Questo carattere, disegnato da Francesco Simoncini e dedicato all'astronauta americano, prese poi il nome di Selene per questioni di copyright.

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Nel 1998 le Officine Simoncini (che avevano assorbito anni prima l'Adler Traldi) cessavano la loro attività. La prestigiosa fabbrica di matrici bolognese aveva in catalogo le serie: Aster, Aster Cirillico, Bodoni, Delia, Dominante, Excelsior, Garamond, Ionic, Life (disegnato da Francesco Simoncini), Permanent (disegnato da K. Hoefer e F. Simoncini), Permanent Condensed (disegnato da Francesco Simoncini), Selene, Selene Cirillico, Simplicitas. Era disponibile una vastissima scelta di segni e caratteri speciali. Inoltre commercializzava gli spazi mobili «Schneider» di fabbricazione svizzera. Fabbricava inoltre magazzini in lega leggera e il lapidello per la pulizia delle testine degli spazi mobili.

 

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Carlini & Ghigliotti (Genova)

 

In un vecchio catalogo della Italtype ho trovato anche menzione di questa azienda ligure che allora produceva per la fabbrica di Linotype italiane le serie di caratteri Egiziano-Grottesco, Meraviglia, Romano, Romano 900.

 

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CURIOSITÀ... in breve

 

● La matrice a due lettere è stata creata dalla Linotype nel 1892, ma dal 1935 anche i caratteri di corpo 18 e 24 erano a due lettere per matrice.

 

● Con la tastiera della Linotype si possono comporre oltre 850 fra lingue e dialetti. Sono state fabbricate polizze matrici per le lingue:

- Araba / Armena / Assanita

- Bengalese / Bulgara / Birmana

- Copto (unciale) / Curdo

- Killisteno (Cree)

- Estrangela

- Gallese / Gotica / Greca

- Ebraica

- Hindi

- Jacobite

- Malese (Jawi) / Marocchino

- Nestoriano

- Persiana

- Russa / Rutena

- Serbo-Croata / Sinhalese (Zenaga) / Siriaca

- Tamil (Ceylon) / Tartaro-Baskiro / Turca (scrittura Araba)

- Ucraina / Urda (Indostano)

 

● La Linotype inglese ha prodotto una polizza di matrici - Claritas -  di 4¾ pt., creato soprattutto - dice un dépliant del 1953 - per consentire agli editori di giornali di superare la carenza di carta in coincidenza con l'aumento progressivo degli annunci economici. 

 

● L'Intertype Corporation di Brooklyn aveva in catalogo (nel 1955): 4 Pt. Century Expanded with Italic; 4 Pt. Century Expanded with Gothic 4 Pt.; De Luxe Gothic Light Cond. with Med. Cond. 4 Pt.; Gothic No. 31 with Gothic No. 32 4 Pt.; Rex with Franklin Gothic. L'Harris-Intertype Limited (England) produceva il 4¾ Pt. Standard Gothic".

 

Fairfield Medium è il nuovo carattere della Mergenthaler Linotype creato da Rudolph Ruzicka che ha ridisegnato il suo precedente Fairfield del 1953. Presentando il nuovo carattere Rudolph Ruzicka ricordò: "Il carattere è fatto per essere letto e ciò implica un lettore. Ci si domanda che cosa questa persona, della più alta importanza per noi, ma spesso dimenticata, aspetta. Non aspetta altro che le si conceda una tranquillità ottica nel corso della sua lettura. Non vuole alcuna interruzione nel seguire il pensiero stampato. Vi deve essere una specie di spontaneità impersonale in un carattere che inviti alla lettura e non stanchi. Spero di esserci riuscito". (Da "Etelia Cronache Grafiche" del 1954).

 

"Mettete a piombo le vostre idee: componete con matrici TIMES Adler Traldi". (Dal dépliant n. 36 del 1978)

 

"Ogni forma d'Arte è unica e inimitabile. L'Arte della stampa non è fotocomposizione. L'Arte della stampa si realizza con il piombo, sia in tipo che in offset". (Calendario del 1978 di Adler Traldi)

 

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