LINOTYPE & LINOTIPISTI

l'arte di fondere i pensieri in piombo

 

PRESENTAZIONE
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Recensioni

LA STORIA
Verso la composizione meccanica
Genesi della Linotype
L'inventore
La Linotype
Linotype in passerella
I meccanismi segreti

LINOTYPE WORKS
Italtype
Menta
Novatype

Linotype in England - L&M
Intertype

MATRICI
Come si fabbricava una matrice

Il percorso della matrice

Traldi & Simoncini

 

RICORDANDO LA LINOTYPE
In punta di penna

Musei della stampa con Linotype

Neram (Armidale, Australia)

 

CURIOSITà
Cent'anni di Linotype
Linotype in versi
Etaoin
Linotype in filatelia

Linotypistes
Linotype in mezzo al mare

Fuoritesto, foto mai viste

Donne in tastiera

LINOTIPISTI
Linotipisti italiani
Diario di un linotipista

Nostalgia
One last line of type

Scuola Grafica Salesiana

GIORNALI & LINOTYPE
La Stampa (Torino)

Gazzetta del Popolo (Torino)
Secolo XIX (Genova)
Tribuna de Lavras (Brasile)

La Nación (Argentina)

El Clarín (Argentina)

The Modesto Bee (California)

Herald & Weekly Times (Australia)

 

 

 

Linotype italiane

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ITALTYPE

Il «gioiello» italiano

 

I titolari di questa prestigiosa azienda erano i tecnici Barigazzi e Bonvini. A Milano in via Trebazio 9, e a Roma, in via in Lucina 17.

Un «gioiello» di linotype invidiato anche dai licenziatari americani che prima si appropriano del fantasioso meccanico Fugazza e poi, un po' gelosi, riacquistano l'intera Italtype.

Tutte le macchine sono dotate di corazza apribile e blocco martelli. Crogiuolo in acciaio in lega speciale con termostato di regolazione automatica della temperatura (da 265 a 295 °C) della fabbrica P.A. Klinge di Copenhagen.

 

Un particolare delle Officine Italtype

 

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Modelli e caratteristiche

 

Alfa 1

 

 

La macchina per comporre Italtype modello «Alfa» è equipaggiata con un solo magazzino. Semplice in ogni suo particolare, facilmente accessibile nella manutenzione, è di sicuro rendimento se particolarmente impiegata nelle sale di composizione dei giornali, nelle tipografie e nelle linotipie dove viene svolto lavoro a carattere prevalentemente editoriale o periodico.

Il cambio del magazzino è rapido e semplice e si effettua con minima perdita di tempo da parte dell'operatore. E' dotata di un dispositivo di bloccaggio dei coltelli, spingiriga universale, tastiera girevole, distribuzione rapida, corazza a cerniera apribile sul davanti, spia luminosa di segnalazione in caso di arresto della distribuzione, caldaia termostatica che regola automaticamente la caloria del piombo.

 

Gamma 3

 

 

L'Italtype «Gamma», equipaggiata con tre magazzini, è la macchina più completa da usarsi per la composizione con caratteri diversi.

E' particolarmente adatta per essere installata nelle tipografie, nelle sale di composizione dei giornali e nelle linotipie dove vengono svolti lavori di composizione che richiedono continui cambi di caratteri. Il cambio dei magazzini viene azionato elettricamente da un motore indipendente collegato a una pulsantiera.

E' dotata di un dispositivo di bloccaggio dei coltelli, spingiriga universale, tastiera girevole, distribuzione rapida, corazza apribile a cerniera, spia luminosa di segnalazione  arresto della distribuzione, caldaia termostatica automatica.

 

Delta: il top a quattro magazzini

 

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"Simpletype"

di Edoardo Grioni

    

 

Mod. S.C. 28; Mod. S.C. 32

 

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Linotype russe

Novatype

L'Etelia, azienda specializzata nell'importazione di macchine da stampa, aveva sede a Firenze, e filiali a Milano e a Torino (nei pressi della Gran Madre). Alla fine degli Anni Cinquanta iniziò a importare dall'ex Unione Sovietica la «Malenka» («piccola, nana»), la linotype russa con magazzino corto. Gli ingegneri italiani alzarono lo scheletro e fu così possibile installare un magazzino normale. Aveva un carter che racchiudeva il blocco dei grandi eccentrici e una tastiera eccezionale. Erano macchine che si caratterizzavano per la sicurezza, la precisione nel funzionamento, semplicità nella manutenzione e il prezzo competitivo.

 

Caratteristiche tecniche: ridotte misure d'ingombro; distribuzione rapida completamente accessibile con terzo tortiglione ribaltabile e segnale luminoso di "fermo" sulla corazza; alimentatore del piombo con segnale luminoso di "fine lingotto" sulla corazza; struttura completamente incarterata; blocco dei coltelli di nuova concezione con doppia sicurezza di bloccaggio e guide scorrevoli su sfere; aumentata a 55 gradi la pendenza dei magazzini, diminuita l'altezza della corazza con conseguente aumento della velocità; giustificazione della riga al centro delle due ganasce con l'alzata del martello orizzontale (non più inclinata) che permette una giustificazione perfetta anche con un solo spazio mobile; ruota porta-moulds con lubrificazione centrale e con raffreddamento ad aria con doppio deflettore.

I modelli: Mod. H. 12: a 2 magazzino, con cambio rapido dei magazzini; Mod. H. 121: magazzini "Universali", accentuato angolo d'inclinazione dei magazzini, 10 righe al minuto; Mod. H. 124, a quattro magazzini "Universali"; Mod. H. 14: quattro magazzini, semplice distribuzione, chiusura righe automatica, invio automatico del compositoio; Mod. H. 11: due magazzini, doppia distribuzione; Mod. H. 8: quattro magazzini principali, quattro ausiliari, due tastiere, doppia distribuzione, permette di comporre una stessa riga con le matrici di otto diversi magazzini; Mod. H. 9: stesse caratteristiche della H. 8, ma semplice distribuzione (si può lavorare soltanto con un magazzino principale e uno secondario nel comporre la medesima riga).

 

 

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Idea, grafica e realizzazione di:

Giorgio Coraglia

 

info@linotipia.it

 

 

 

 

 

 

 

 MENTA

Un miracolo tricolore

 

menta macchine compositrici - via Venafro 6, 20154 Milano - Officine: via Mazzini 10/12, Cormano (Mi)

 

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La seconda guerra mondiale poneva irrisolvibili problemi per l'approvvigionamento dei pezzi di ricambio per le linotype italiane. Cosicché questo valente linotipista milanese aveva iniziato a costruirli artigianalmente. Poi si decise a ricostruire intere linotype sino a creare suoi interessanti modelli. Nacquero così le affidabili macchine compositrici targate «Menta» che arrivarono in tutto il mondo.

 

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Linotype senza segreti 

per Carlo Radaelli

 

 

Carlo Radaelli racconta i suoi trent'anni alla corte delle Officine Menta. I pezzi di ricambio nel '56, le prime revisioni e le macchine complete. Meccanico e messaggero di «Menta» in giro per il mondo per l'assistenza delle compositrici italiane e per «spiare» i segreti delle macchine straniere.

 

MILANO. «Sono un meccanico di Linotype in pensione già da qualche anno e la mia vita lavorativa è iniziata e si è svolta principalmente intorno a queste macchine che, quando ero un ragazzino, sembravano essere l'innovazione del futuro per quanto concerneva le tecniche di stampa. Dopo aver frequentato l'Istituto tecnico per la preparazione industriale, ho trovato la mia prima occupazione presso le Officine Carraro che producevano motori marini: facevo il tornitore.

«Dopo circa un anno (siamo nel 1956) sono stato assunto dalla Ditta Menta di Milano come apprendista aggiustatore dei pezzi di ricambio per linotype che qui si producevano. A quell'epoca non avevo ancora visto una macchina completa e funzionante; solo intorno agli Anni 60 si sono fatte le prime revisioni per cui le macchine intere venivano interamente smontate per riparare o sostituire le parti danneggiate o usurate e poi rimontate.

«In seguito Menta ha iniziato a costruire macchine complete assemblando pezzi di sua fabbricazione con lavoro di squadra che permetteva ai meccanici più anziani e quindi con maggiore esperienza, di formare i giovani insegnando loro i segreti del mestiere. Io facevo parte di una di queste squadre e così ho imparato piano piano a conoscere la macchina nei minimi particolari. Facevo anche assistenza tecnica ai clienti presso le loro sedi e in queste occasioni ho potuto vedere finalmente le linotype al lavoro sotto le dita dei linotipisti. Ricordo ancora l'emozione fortissima provata durante una visita alle due sale di composizione del Corriere della Sera di Milano dove lavoravano contemporaneamente circa sessanta linotype, un rumore assordante, un colpo d'occhio incredibile, la stessa sensazione che poteva ricevere un accordatore di pianoforti nel vedere sessanta strumenti in concerto.

«Poi sono venute le fiere di settore con le dimostrazioni ai visitatori, l'illustrazione del funzionamento della macchina agli "addetti ai lavori" che però non erano mai tecnici, le macchine da smontare, trasportare e rimontare in fretta, senza concessioni per gli imprevisti, dove tutto doveva funzionare a puntino. Per giorni sotto i riflettori e poi via, di nuovo, in officina. Poiché ero tra i pochi a non avere impegni di famiglia, venivo inviato spesso in trasferta all'estero per partecipare a fiere che mi occupavano talvolta anche per un mese intero. Ho iniziato così a viaggiare in tutto il mondo, utilizzando anche l'aereo che agli inizi m'incuteva un certo timore, ma che mi permetteva di coprire distanze ragguardevoli i tempi brevi. Sono state esperienze che difficilmente avrei potuto fare se avessi scelto un altro mestiere.

«Avevamo clienti in Portogallo (Oporto e Lisbona), Francia, Spagna, Venezuela, Brasile, Norvegia, Egitto, Algeria e tanti altri Paesi. Terre e lingue sconosciute dove però il linguaggio universale della meccanica rendeva possibile un dialogo tecnico.

«Ho conosciuto tanta gente che ruotava intorno alle linotype. Molti importavano macchine dall'estero, principalmente dall'Unione Sovietica e dalla Germania e a me interessava andare a osservare da vicino queste compositrici per poter fare confronti, studiare le diverse soluzioni tecniche, osservare le differenze rispetto a quelle che montavamo noi, per scoprire che, alla fine, i problemi e i difetti erano poi gli stessi. E poi andavo a guardare le Intertype, di utilizzo molto simile per il linotipista, ma costruite con soluzioni tecniche diverse.

«Il periodo che ho vissuto all'ombra delle linotype rimane comunque per me un bel ricordo fatto di esperienze interessanti, continui spostamenti, conoscenza di persone diverse. Così per un buon tratto di vita, con la consapevolezza di possedere un mestiere qualificato e apprezzato che mi ha permesso di sentirmi realizzato professionalmente e umanamente.

«Tutto questo è durato fino agli Anni 80, poi il mercato delle linotype si è andato affievolendo cedendo poco dopo all'incalzare della fotocomposizione che andava a conquistare la scena della tipografia. Quando la ditta Menta ha cessato la produzione ho cambiato settore e mi sono occupato di componenti per l'elettronica, ma ho continuato a seguire la manutenzione delle poche macchine compositrici rimaste. Le cognizioni tecniche acquisite i anni di esperienza sono impresse nella mia memoria in modo indelebile e ancora oggi sarei in grado di risolvere qualunque guasto tecnico: la linotype per me non ha più segreti!»

 Carlo Radaelli, ottobre 2001.

 

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Modelli e caratteristiche

 

producta PH6: 

la fuoriserie di menta

 

 

Struttura rigida per alta velocità; dotazione di 6 magazzini a inclinazione accentuata; servocomando idraulico per il cambio dei sei magazzini; fusione su 28 ciceri; corazza apribile anche con la macchina in movimento; frontale apribile; tastiera apribile con posizionamento verticale regolabile; raccolta delle matrici fuori magazzino sul davanti; bacchettiera intelaiata estraibile; distribuzione ad alta velocità con frizione e freno elettromagnetici e motore indipendente.

Orologeria ultrarapida; secondo elevatore a inerzia ridotta; carrello superiore trasportamatrici con funzione di spingispazi; velocità variabile sino a 14 righe produttive al minuto; sistema di riscaldamento regolato elettronicamente; sistema di raffreddamento aquaterm a circolazione forzata e serbatoio autonomo; sistemi logici di controllo dei passaggi delle matrici; centrale elettrica indipendente.

 

 

 

tecnica

 

 

Elemento base di qualsiasi reparto di composizione per le sue caratteristiche di operabilità e funzionalità.

E' un mezzo insostituibile per un lavoro facile, sicuro ed economico.

Le esigenze fondamentali e comuni dell'industria grafica a ogni livello hanno portato a condensare in un'unica macchina le caratteristiche più pratiche per un uso continuo e versatile.

 

 

mentype

 

 

Massima flessibilità, sia per la facilità di conversione di ogni modello in altro a più magazzini (da 1 a 5), sia per la possibilità di applicare a ogni modello le apparecchiature di composizione automatica a nastro ad altissima velocità.

La serie Mentype è realizzata nei modelli «M» con cambio dei magazzini manuale e nei modelli «ID» con servocomando idraulico.

 

 

producta

 

 

Ultrarapida, nata per i sistemi di composizione automatica ultraveloce come risposta alle più esigenti tecniche grafiche dove la produzione è fattore decisivo di concorrenza.

Modelli a 1 a 6 magazzini, tutti con sistema di raffreddamento Aquaterm per realizzare la massima velocità e la più elevata qualità di produzione.

La serie è realizzata nei modelli «PM» con cambio dei magazzini manuale e nei modelli «PH» con servocomandi idraulico.

 

 

mixa

 

 

Doppia distribuzione realizzata secondo nuovi concetti di semplicità del sistema a due soli magazzini, funzionalità delle due distribuzioni veloci, sicurezza dei sistemi di controllo fotoelettrico delle matrici, alto rendimento degli automatismi essenziali e massima accessibilità di tutti i punti.

 

 

practica

 

 

La compositrice robusta e veloce per un funzionamento sicuro tanto manuale quanto continuo automatico a velocità sostenuta (11 righe al minuto). La robustezza e la semplicità trovano risalto nel modello Practica, espressamente studiato per un'utilizzazione veloce nel tempo.

 

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