LINOTYPE & LINOTIPISTI

l'arte di fondere i pensieri in piombo

 

PRESENTAZIONE
Amici della Linotype

Andar per Linotype
Posta di Linotype & Linotipisti

Recensioni

LA STORIA
Verso la composizione meccanica
Genesi della Linotype
L'inventore
La Linotype
Linotype in passerella
I meccanismi segreti

LINOTYPE WORKS
Italtype
Menta
Novatype

Linotype in England - L&M
Intertype

MATRICI
Come si fabbricava una matrice

Il percorso della matrice

Traldi & Simoncini

 

RICORDANDO LA LINOTYPE
In punta di penna

Musei della stampa con Linotype

Neram (Australia)

 

CURIOSITà
Cent'anni di Linotype
Linotype in versi
Etaoin
Linotype in filatelia

Linotypistes
Linotype in mezzo al mare

Donne in tastiera

Fuoritesto, foto mai viste

LINOTIPISTI
Linotipisti italiani
Diario di un linotipista

Nostalgia
One last line of type

Scuola Grafica Salesiana

GIORNALI & LINOTYPE
La Stampa (Torino)

Gazzetta del Popolo (Torino)
Secolo XIX (Genova)
Tribuna de Lavras (Brasile)

La Nación (Argentina)

El Clarín (Argentina)

The Modesto Bee (California)

Herald & Weekly Times (Australia)

 

 


 

Amici della Linotype

TOLENTINO (Macerata)

L'uomo e la macchina

Lo scrittore Eno Santecchia ha raccontato 44 anni d'amore tra il linotipista Ennio Gullini e la sua Mod. 31 in un bell'articolo apparso sul Nuovo Chienti e Potenza il 10 febbraio 2010

 

 

Ennio Gullini alla tastiera della sua Mod. 31

(Fotografie di Eno Santecchia)

 

 

«Sono trascorsi 44 anni, ma la guarda ancora come la prima volta. Non è una comune storia d'amore, è il feeling che lega un uomo alla sua macchina. E' americana di colore nero opaco, è la maccchina più complicata dell'Otto-Novecento, ha un motore, tanti ingranaggi e pulegge, un'infinità di pezzi e persino un fornetto che fonde a 285° le righe della composizione meccanica in lega piombo-antimonio-stagno. Anche il suo nome non è facile da ricordare, ma per Ennio non ha segreti, si tratta della "compositrice meccanica monolineare marca Linotype.

....

Ora Ennio, ultimo linotipista in grado di farla funzionare, è andato in pensione, la nostra sessantenne Linotype presto non avrà più un conduttore. Ennio si separerà con le lacrime agli occhi».  Eno Santecchia

Linotype & Linotipisti ringrazia Eno Santecchia per averci concesso di riproporre qualche riga del suo articolo dedicato all'amico e collega Ennio Gullini che trasuda rara passione per la nostra "antica" professione e per averci inviato le preziose fotografie a corredo. L'ultimo "pezzo" di Eno Santecchia su macchina e uomo lo troverete nel sito «Storie e racconti». (giorgio coraglia)

 

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BRESCIA

La «mia» 31 al Giornale di Brescia

«Complimenti caro collega linotipista. Adesso che è andata in pensione penso a quanto era straordinaria la nostra macchina. Ci ho lavorato fino al 1986, al Giornale di Brescia, fino a quando siamo passati ai computer. Ho cominciato a fare il tipografo nel lontano 1959, presso la Scuola grafica all'Istituto Artigianelli di Brescia. Prima un anno di compositore a mano e poi sono passato alla linotype fino a quando sono uscito nel 1962.

«Ho lavorato in varie linotipie e presso una tipografia editrice (Vannini Editrice), poi nel 1968 sono stato assunto al Giornale di Brescia dove ho lavorato fino al momento della pensione (nel 1996, prepensionamento: le nuove tecnologie hanno falcidiato il numero dei dipendenti).

«Nell'atrio del Giornale di Brescia è rimasta una linotype (era proprio la mia, acquistata nuova nel 1968, una Mod. 31), tutte le altre sono finite al ferrovecchio. Che peccato, però. Io ho finito la mia vita lavorativa come coordinatore di tipografia (l'ex proto) e adesso, che ho scoperto il tuo sito, mi è venuta un po' di nostalgia per la cara vecchia lino.

«Perché non organizzi un incontro almeno una volta l'anno con vecchi linotipisti? Sarebbe bello ritrovarci, anche se non odoriamo più di piombo... Fammelo sapere per tempo». Alfredo Magni (7 gennaio 2010)

 

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Domenico Mille, il «mio» maestro

 

 

«Ho trovato questa tra le mie vecchie foto: si tratta della linotype sulla quale imparai all'Istituto Artigianelli di Brescia. L'operatore era Domenico Mille all'epoca, 1960, linotipista, poi diventato "maestro istruttore" di nuovi tipografi e linotipisti. Non mi ricordo il modello, aveva tre magazzini, ma nel 1960 era abbastanza vecchia.

«Mi ricordo molto bene, invece, che aveva gli spingiriga fissi, cioè bisognava estrarli e cambiarli per ogni cambio di giustezza. Era quello che facevano i ragazzi che stavano imparando, oltre a cambiare le misurine, ad alimentare il crogiolo con righe di piombo usate (il mettipiombo a lingotti era ancora un sogno, come pure il raffreddamento ad aria). Un tirocinio che ha costituito una solida base per poi entrare nel mondo del lavoro con un'ottima preparazione». Alfredo Magni (26 gennaio 2010)

 

 

Le Linotype cantavano quando erano affidate a linotipisti preparati da valenti "maestri" come Domenico Mille

 

 

Le figlie ricordano le sue mani

«Domenico Mille alla linotype in una fotografia dietro alla quale sta scritto: “Tipografia Artigianelli. Le mie mani, 1956”. Frase di grande significato che lascia capire come nostro padre dedicasse mente e corpo al suo affascinante mestiere, tipografo prima e insegnante di composizione tipografica poi. La passione è stata sua compagna di vita, sempre: nel lavoro, negli affetti e negli ideali. L’odore del piombo e della carta ci è familiare così come il rumore delle macchine tipografiche: come si può dimenticare il suono di una Linotype?».

Rosanna, Santuzza e Barbara Mille (17 febbraio 2010)

 

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FIRENZE

L'arte della composizione meccanica

 

«Ogni tanto guardo il sito dei vecchi della Linotype (sempre bello e emozionante), ma non ho ancora visto nulla che mi avvisi di un raduno entro l'anno... Forse è ancora presto. Ti invio una mia foto di quando a 16 anni (nel lontano 1961) apprendevo l'arte della composizione meccanica a Tortona presso la Casa di Don Orione. Un abbraccio»Roberto Gianuzzi (vedi anche «Posta»)

 

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ROMA

Linotipista del «Messaggero»

Giovanni Tancioni alla tastiera della Mod. 31

della Tipografia «Operaia Romana» nel 1965

ROMA. «Sono Giovanni Tancioni, ex linotipista del Messaggero di Roma fino alla fine degli anni '70, poi passato al video con l'avvento delle nuove tecnologie. Navigando sul web ho trovato il vostro sito e mi sono venuti i brividi ripensando a quei tempi. Poi sfogliando tra le cose che riguardavano i miei rapporti con il giornale ho ritrovato una poesia, pubblicata dal giornalino del Fondo nazionale Casella, del poeta e linotipista romano Giggi Spallacci.

 

Er linotipista

Sta, come un ragno, sopra la tastiera

Intessenno ‘na trama ammajatrice.

− Chissà, se ‘sta notizzia e farza o vera?

Ma, che me frega poi, quello che dice! −

 Ogni tasto che sfiora, ‘na matrice

S’appoggia addosso a n’antra e fa ‘na schiera

Che ‘no schizzo de piombo... benedice!

Poi, se scompone, e vie’ la riga intera.

 Come la solfa de ‘na tiritera

Er giro aricomincia. − A sòr Felice!

Me sistemate bene ‘sta «banniera»?!

 Ar solito, er «patocco» va per tera.

− Hanno ammazzato ‘n’antra meretrice!

Scarica ‘sto «vantaggio», è tutta «nera»!

                                        (Luigi «"Giggi"» »Spallacci)

 

«Un saluto e a risentirci presto...». 

Giovanni Tancioni (21 febbraio 2009)

 

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CAGLIARI

Linotipista per onorevoli

«Carissimo, bello vedere celebrati i linotipisti. Io sono uno di quelli che, dopo aver frequentato una scuola per linotipisti negli anni '50 ha lavorato fino al 1980 circa sulle linoype. Ho imparato su una modello 4 rigenerata, poi sono passato sulle Italtype, la modello Alfa, ho lavorato sulle Linotype modello 31 e 5. Ma la massima parte del mio periodo lavorativo l'ho trascorso su una Intertype della Tipografia del Senato. Macchina bellissima, meravigliosa. Quando l'Etelia decise di importare in Italia le Malenka, mi sembra si chiamassero così anche se poi in Italia presero il nome di Novatype, cioè le linotype russe, assieme ad altre quattro persone (nelle ore libere) collaborai al collaudo e alla messa a punto di quelle macchine per il mercato italiano. E' vero quello che si dice da qualche parte: occorreva davvero che il linotipista avesse una certa "cultura". Avevo frequentato la quinta classe Ginnasiale e le conoscenze della lingua italiana soprattutto, ma anche del greco, mi sono state utilissime. Conoscenze che poi ho trasferito nella fotocomposizione. In allegato le mando due foto invecchiate nel tempo.

 

 

 

«In una sono ripreso mentre opero su una Intertype della Tipografia del Senato. L'altra riprende me e altri due linotipisti di spalle mentre operiamo alle tre Intertype della stessa tipografia. Peccato: allora non capivamo che un giorno quelle macchine sarebbero state degli oggetti cult. Peccato davvero: lo avessimo capito forse avremmo fatto delle foto migliori. Non mi resta che farle i complimenti per il sito. L'ho scoperto qualche giorno fa. Un saluto cordiale».

Gavino Luigi Mulas (9 agosto 2008)

 

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Idea, grafica e realizzazione di

Giorgio Coraglia

info@linotipia.it

 

 

 

 

 

 

 

AUSTRALIA

Your Linotype pal: John Ellis

(to see One last line of type)

 

POINT LONSDALE (Australia). "Hello Giorgio, it was a very pleasant surprise to see that once again you have gone to a lot of trouble to keep your Linotype flock in touch with one another. Your dedication is remarkable and no doubt it costs a lot of money to keep up the work. As you will under stand I pass your material on to an Italian friend who translates it for me. However, I am still waiting for that to happen! But I do appreciate the layout and content of what you have sent. "I belong to a group of retired Linotype operators and compositors who have just had our annual luncheon and it was good to meet them again, although two more have died in the last 12 months. There are now only about 18 members left in this city of Melbourne and we have decided to finally disband at a final meeting early next year. However, our union interests will continue as we are part of a large metal workers’ union, the Australian Manifacturing Workers’ Union."

"At that meeting I am thinking of living a talk on my experiences as a typesetter, starting from my time as an apprentice compositor setting type by hand from a case, then moving on to Linotypes. My next move was to be first man in Australia to permanently work the firts Intertype Fotosetter which revolutionised the trade typesetting industry in this country. Then followed the last few years on a Linotron. Unfortunately I never collected all my type-face books and other literature that I accumulated over the years of the transition to cold type. I have regretted that as I could have talked on a number of times about that transition but had no illustrated material to show those not initiated to the finer points of typesetting. Perhaps you could tell me if you know of anyone who has material about the change to cold type who would be prepared to send something to me. Or perhaps an email address. I tried once to contact Harris-Intertype and ended up with the Hell organisation in Germany, or was it Harris, but they were unhelpful."

"Next year I hope to be able to spend more time on the history of typesetting in this country but at present I’m flat out getting Part Two of my photo-journalism collection (1997-2008, some 5,700 images) ready to hand over the University of Melbourne Archives. You can see 1000 of my images at PictureAustralia, then go to the John Ellis Photographic Collection. Your Linotype pal." John Ellis (23 novembre 2008)

 

«Ciao Giorgio, è stata una piacevole sorpresa vedere che ancora una volta, nonostante il trascorrere del tempo ci riservi sempre più problemi da affrontare, riusciamo a mantenere unito il nostro piccolo popolo di linotipisti mettendo in contatto l'uno con l'altro. La tua dedizione è notevole e senza dubbio comporta un importante sacrificio per mantenere vivo questo dialogo. Ho consegnato il materiale che mi hai inviato a un amico italiano che me lo tradurrà. Intanto sono ancora in attesa che ciò avvenga! Ma io ho già apprezzato il disegno e la quantità di testimonianze delle tue iniziative per mantenere il ricordo della nostra professione.

«Faccio parte di un gruppo di pensionati linotipisti e compositori che si sono appena riuniti per il tradizionale pranzo annuale; purtroppo quest’anno abbiamo dovuto registrare la scomparsa di altri due colleghi. A Melbourne siamo rimasti soltanto in diciotto e così abbiamo deciso di sciogliere l’associazione e di incontrarci per l’ultima volta all'inizio del prossimo anno. Tuttavia, il nostro sindacato, l’Australian Manifacturing Workers’ Union continuerà a curare i nostri interessi. Durante una delle riunioni del sindacato vorrei tenere una relazione sulla mia esperienza come compositore, iniziandola dai tempi del mio apprendistato come compositore a mano per poi passare alla tastiera della Linotype. Il passo successivo mi ha visto, primo linotipista in Australia, a lavorare alla Intertype Fotosetter, la macchina compositrice che ha rivoluzionato la vecchia tecnica tipografica dell’età del piombo passando dalla composizione a caldo alla fotocomposizione. Poi ho terminato la mia carriera di tastierista su una “moderna” Linotron.

 «Purtroppo non ho mai raccolto tutti i ricordi della mia carriera professionale e non ho tenuto i tanti libri di tecnica di composizione che ho sfogliato nel corso degli anni della transizione dalla composizione a caldo a quella a freddo. Mi dispiace non avere oggi quel materiale per poter meglio descrivere l’avvento di quel processo rivoluzionario di fotocomposizione. Forse tu potresti vedere di mettermi in contatto con chiunque abbia ancora pubblicazioni che descrivano quella - allora rivoluzionaria - tipocomposizione a freddo, e sia disposto a farmeli pervenire. Magari all’indirizzo e-mail (johnbrantellis@bigpond.com).  Ho provato in passato a mettermi in contatto con l’Harris-Intertype in Germania, ma tutti gli sforzi sono stati inutili. Il prossimo anno spero di avere più tempo a disposizione per scrivere la storia della tipocomposizione in Australia. Al momento sono impegnato nella preparazione della seconda parte della mia collezione di fotogiornalismo (dal 1997 al 2008, circa 5700 immagini) che verrà poi custodita nell’Archivio dell’Università di Melbourne. Puoi vedere un migliaio di mie immagini raccolte in PictureAustralia: vai a John Ellis, collezione fotografica. Il tuo amico della Linotype». John Ellis

 

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URUGUAY

Hermanos Linotipistas uruguayos

 

MONTEVIDEO. "Estimado amigo, a pesar de que ace anos que no trabajo en una Linotipo (1982), sigo ligado a esa maquina hermosa. Comenzé en 1960, a los 14 anos a trabajar en ella. Con unos amigos (linotipista y mecanico de linotipo) renemos una como recuerdo. Si es posible contesteme, asi podemos entablar una amistad entre linotipistas. Un abrazo fraterno". Carlos Scorovich (13 settembre 2008)

"Muy emocionado y con una alegria enorme he recibido su envio. Que contiene cosas maravillosas, entre ellos el llavero (extraordinario)... Muchas gracias mias y de mis hermanos linotipistas uruguayos, que estan en la foto de la pagina web. A las ordenes. Salud".

Carlos Scorovich (2 novembre 2008)

 

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IRLANDA

Linotipista sull'Intertype of Dublin

DUBLINO (Eire). "Dear Coraglia, my name is Karl Vogelsang, (aged 58), and I worked as a Compositor in Dublin (Ireland) between 1964 and 1971, where I used a Ludlow and an Intertype, as well as hand-set type. In June of 1971, I went to work in the Irish Press an an Intertype operator, until computers replaced hot metal in 1985. From 1985 until 1991, I worked on a Harris computer system. I left the printing trade in December 1991. I have always retained my fondness for the "hot metal" days, and I loved the Intertype machine. Does that make me an "Intertypisto" instead of a "Linotypisto"?? Did I remember it correctly? ETAOIN... It's great that someone is preserving the memory of letterpress printing, and the hot-metal trades. Ciao."

 Karl Vogelsang, Library Assistant "Royal Irish Academy". (7 febbraio 2006)

 

«Mi chiamo Karl Vogelsang, ho 58 anni, e ho lavorato come compositore a Dublino (Irlanda) tra il 1964 e il 1971. In quegli anni ho usato una Ludlow e una Intertype, così come ho composto anche a mano. Nel giugno del '71 sono arrivato al "The Irish Press" - il quotidiano irlandese - dove ho ancora lavorato all'Intertype fino all'avvento della fotocomposizione nel 1985. Ho lasciato il mestiere di tipografo nel dicembre del 1991. Ho sempre mantenuto la mia passione per la composizione a caldo, così come ho amato l'Intertype. Ma chi ha lavorato all'Intertype è un "intertipista" o un "linotipista"? Grazie per conservare la memoria della tipografia nell'età del piombo». Karl 

 

«Una fotografia del 1973 del linotipista Harry Havelin che lavora alla Intertype. Dal 1964 al 1968 Harry Havelin e io eravamo apprendisti in una scuola tecnica professionale. Dal 1971 ho poi lavorato con Harry al "The Irish Press" per 20 anni».

Karl (2 marzo 2006)

 

"Hello Giorgio, here are two photos of myself, taken in the "caseroom" of "The Irish Press", sometime before 1985. I'm not sure exactly when were taken, they may have been taken in the late 1970s. Very best wishes, or as we say in Ireland: Go n-éirí leat (= may you succeed)."

Karl (17 febbraio 2006)

 

«Caro Giorgio, ecco le mie foto alla tastiera dell'Intertype nella tipografia del quotidiano "The Irish Press" certamente prima del 1985. Penso siano state scattate verso la fine degli Anni Settanta. Auguri)». Karl

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Nuova Zelanda

Gli amici linotipisti di Gisborne

GISBORNE. Photo caption: Trevor Petterson (seated), Rodney Clague (centre) and Graeme Miller (right) with the last remaining C4 Intertype at the Gisborne Herald Company, Gisborne, New Zealand. The Intertype is still used on occasion for commercial work. It was purchased new in 1964. The three men have a combined service of over 120 years at the "Gisborne Herald".

Rodney Clague (16 dicembre 2005)

 

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CALIFORNIA

From your friend in Modesto

 

MODESTO. "Five hundred years ago Cristopher Columbus built that invisible bridge across the Atlantic Ocean, opening the first forms af communication. Five hundred years later, thousands of former linotype operators around the world are in contact, sharing their memories through another bridge, your web page, Linotype & Linotipisti. From your friend in Modesto, greetings to you". Ernesto R. Gomez

 

 

 

"Estimado Giorgio, igualmente aprecio mucho la amistad de usted, que gracias al mismo oficio de la imprenta que ambos tenemos (o teniamos) nos une en amistad y camaraderìa. Su amigo in California, Ernesto"

 

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GENOVA

ARMUS - Archivio Museo della Stampa

Sanguineti nella fonderia della memoria

Festa per il restauro della Linotype patrocinato da «Il Secolo XIX»

 

27 gennaio 2005

 

In occasione del «Giorno della Memoria» il linotipista genovese Fulvio Paoli ha messo in funzione la straordinaria Linotype dell'Archivio Museo della Stampa di Genova Quarto e ha composto in righe tipografiche i versi della Ballata delle donne del poeta Edoardo Sanguineti, dettati al linotipista dagli alunni delle classi quinte della Scuola Palli che hanno così visto sfornare a una a una le righe di piombo ancora calde. La matrice tipografica è poi stata destinata al Museo Yad Vashem di Israele quale altra pagina del Grande Libro dell'Uomo. Giorgio Coraglia - ospite di Francesco Pirella, direttore del Museo - con la complicità del collega Fulvio Paoli, ha incontrato i ragazzi delle scuole e ha raccontato loro i segreti e il fascino di quell'antica e mitica macchina compositrice.

 

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